Castellammare di Stabia. Estorsione da 10 euro, in cella

Farmacista del centro storico nel mirino, arrestato 39enne affiliato dei D’Alessandro
Castellammare. Furti, rapine e estorsioni per poche decine di euro: sono le attività criminali «di minor rango» riprese dagli affiliati al clan D’Alessandro per intimorire i cittadini. È l’ipotesi formulata dalle forze dell’ordine stabiesi dopo gli ultimi arresti effettuati in città ai danni di fedelissimi della cosca scanzanese. L’ultimo episodio, verificatosi ieri mattina, ha portato all’arresto di un 39enne per una estorsione da 10 euro perpetrata ai danni di un farmacista del centro storico. Gli agenti di polizia del commissariato stabiese, guidati dal primo dirigente Luigi Petrillo e dal vicequestore Stefania Grasso, hanno arrestato Freancesco Di Lieto, 39 anni, ritenuto vicino alla cosca di Scanzano. L’episodio è accaduto ieri mattina. Il pregiudicato si reca in una farmacia del centro storico e, nonostante la presenza di vari clienti, si dirige verso il titolare chiedendogli 10 euro. Il farmacista, allo scopo di non allertare le persone presenti nel negozio, convince Di Lieto a recarsi nel retrobottega e, nel tentativo di calmare il suo aggressore, chiama il soccorso medico scatenando le ire del 39enne. «Allora non hai capito: se non mi dai subito i 10 euro ti spacco le vetrine», questa la minaccia del pregiudicato dinanzi alla quale il farmacista resta allibito. Il negoziante consegna così i soldi ma avvisa la polizia che, poche ore dopo, si reca nell’abitazione di Di Lieto e lo arresta per estorsione. Il 39enne infatti è stato portato nel locale commissariato di corso Alcide De Gasperi. Da qui, è stato poi trasferito nel carcere napoletano di Poggioreale, dove tuttora si trova in attesa di essere interrogato dal giudice per la convalida del fermo. Dovrà rispondere di estorsione continuata. Secondo le forze dell’ordine l’episodio di ieri testimonia la ripresa delle attività criminali «minori» sul territorio stabiese. Appena la scorsa settimana infatti altri due affiliati al clan D’Alessandro furono arrestati in quanto scoperti in flagranza di reato dai carabinieri mentre rubavano uno scooter parcheggiato al Viale Europa. Salvatore Belviso e Giuseppe Vuolo vennero ammanettati dopo un lungo inseguimento tra i vicoli di Scanzano. E proprio durante l’inseguimento una gazzella dei carabinieri rimase coinvolta in un incidente stradale che provocò la ferita alla testa per un militare, costretto a ricorrere alle cure dei medici dell’ospedale San Leonardo. Altra vicenda invece riguarda il ritorno in carcere di Pasquale Criscuolo, 52 anni, altro attivista del clan. Il pregiudicato stabiese è stato raggiunto da un ordine di carcerazione emesso dalla procura generale di Napoli il 28 settembre scorso per estorsione e rapina,. Criscuolo dovrà scontare la pena di 6 anni, 6 mesi e 16 giorni di reclusione per estorsione e rapina, reati aggravati dall’aver fatto parte del sodalizio camorristico dei D’Alessandro e commessi tra il 2001 e 2002.

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