Castellammare, da villa del boss a centro antiviolenza

Il Mattino, Venerdì 28 Aprile 2017

Castellammare, da villa del boss a centro antiviolenza

di Fiorangela d’Amora

Castellammare. Bene confiscato torna nelle disponibilità del Comune di Castellammare. Si tratta di una villetta che presto diventerà un centro per donne vittime di violenza. L’immobile era di proprietà del commercialista Aniello De Rosa. Quando nel 1996 finirono in manette professionisti della Castellammare “bene” perché coinvolti in un giro di usura che taglieggiava commercianti e imprenditori stabiesi, lo scandalo lasciò tutti a bocca aperta.

L’inchiesta accertò che i presunti consulenti finanziari del clan D’ Alessandro nello strozzinaggio, il notaio Maria Caterina Bellone e il commercialista AnielloDe Rosa, che all’epoca dei fatti si rese latitante, avrebbero accumulato beni per decine di miliardi sulle spalle dei debitori. De Rosa fu accertato essere proprietario di ville, palazzi, negozi e appartamenti a Castellammare, una villa e un casolare a Velletri, una tenuta agricola ad Aprilia, un’ altra in Calabria. Beni intestati a De Rosa e ai familiari, acquistati grazie all’usura.

Oggi una delle ville del commercialista è tornata nelle mani dei cittadini di Castellammare. Ieri mattina il Prefetto di Napoli, Carmela Pagano, ha consegnato ufficialmente le chiavi del bene sequestrato nelle mani del vice sindaco Andrea Di Martino. «E’ una giornata importante per la città di Castellammare di Stabia che in questo momento ha nelle sue disponibilità, per uso sociale tre beni confiscati già in funzione, al quale si aggiungerà il prossimo 8 maggio lo sportello intercomunale della legalità che sarà gestito da SOS Impresa. Il bene – prosegue il vice sindaco Di Martino – che abbiamo in consegna oggi ci proponiamo di trasformare in casa per le donne vittime di violenza.

In questo modo avremo ben presto cinque attività sul territorio sottratte alle mafie. Per una città della nostra grandezza penso sia un risultato eccezionale». La villetta che affaccia sul golfo stabiese si trova in uno dei punti più panoramici della città, in via Panoramica. La villa è su più livelli, nel primo ci sono due vani e servizi, al di sotto una tavernetta e un altro vano, all’interno del giardino che circonda l’abitazione anche un forno a legna. Dopo la ristrutturazione l’appartamento dovrebbe ospitare le donne vittime di violenza.

Dopo dieci anni di guerre giudiziarie, anche la villetta torna alla città, così come avvenuto per un’altra proprietà legata al commercialista De Rosa. Si tratta del negozio che si trova difrontela Cassarmonica di Castellammare a pochi passi dalla villa comunale. In quei locali come già annunciato dall’amministrazione sorgerà lo sportello di Sos Impresa. Sempre su via Panoramica, ma in un condominio, c’è l’appartamento confiscato alla camorra e assegnato dal Consorzio Sole, tramite bando pubblico, al Circolo Woodwardia. In quell’appartamento a pochi passi dalla villetta sorgerà invece la “Casa dell’ambiente e dell’impegno civile”. Lunedì scorso simbolicamente i ragazzi della scuola Panzini, che vivono nel quartiere, hanno colorato con le loro mani le stanze dove una volta si decidevano gli affare del clan.

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