Castellammare, commissione d’accesso. Chiesto lo scioglimento

Castellammare, commissione d’accesso. Chiesto lo scioglimento

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Secondo la commissione d’accesso che ha indagato per sei mesi sulle presunte infiltrazioni della criminalità organizzata al Comune di Castellammare di Stabia, ci sono i presupposti per lo scioglimento del consiglio comunale. Ma la questione è ora al vaglio del Ministero dell’Interno, che sta valutando la relazione prima, eventualmente, di sottoporre la proposta al Consiglio dei Ministri. La decisione arriverà a stretto giro, anche perché ormai sono prossimi alla scadenza i termini per la conclusione del procedimento.

Il quadro che emerge è di appalti, in particolare quelli relativi al cimitero e del servizio d’igiene urbana, dove esiste un condizionamento della criminalità organizzata. Così come di interessi, in particolare di ditte di costruzione in odore di camorra, per lo sblocco di pratiche edilizie. Fino ad arrivare alle infiltrazioni nell’assegnazione di concessioni demaniali e l’organizzazione di eventi pubblici.

In questo contesto peserebbe l’inadeguatezza dell’apparato politico- amministrativo, che non avrebbe la capacità di creare quel distacco necessario con gli ambienti criminali, per garantire il regolare compimento dei poteri di vigilanza e di gestione burocratica. Trattandosi di un provvedimento di tipo preventivo, pesano in tal senso le parentele di consiglieri comunali di maggioranza e opposizione con persone condannate per camorra e la continuità amministrativa sancita, al di là degli schieramenti, dall’elezione o la nomina di persone che ricoprono incarichi politici a Palazzo Farnese ormai da più legislature.

Se le conclusioni della commissione d’accesso appaiono piuttosto nette in tal senso, c’è da dire che proprio la natura preventiva del provvedimento lascia spazio a un margine di ragionamento che adesso impegna il Ministero dell’Interno.

La decisione, in ogni caso, non dovrebbe tardare ad arrivare. Due gli scenari possibili: il primo è appunto quello dello scioglimento del consiglio comunale, che consegnerebbe Castellammare alla gestione di un commissario prefettizio per almeno 18 mesi. Spetterebbe al funzionario nominato dalla Prefettura di Napoli, dunque, guidare il Comune nella fase dell’emergenza pandemica, ma anche della gestione degli eventuali fondi del Pnrr (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) intercettati ed eventualmente da intercettare.

La seconda ipotesi, invece, è quella che prevede delle prescrizioni, a questo punto dure, alle quali l’amministrazione comunale dovrebbe attenersi per non incappare nello scioglimento. Con questa seconda ipotesi, la giunta Cimmino potrebbe arrivare alla scadenza del mandato della primavera del 2023.

L’attesa per la decisione sul possibile scioglimento sta catalizzando l’attenzione della politica in questa fase, ma sembra ormai destinata a finire presto. Ancora poche ore, forse qualche giorno, e poi si scioglierà il nodo sul destino politico- amministrativo a Castellammare di Stabia.

Fonte: https://www.metropolisweb.it/2022/01/12/castellammare-commissione-daccesso-chiesto-lo-scioglimento/

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