Caso Cosentino. La Magistratura di Napoli chiede l’arresto del Sottosegretario per collusione con la camorra

Cosentino, solidarietà da Premier e Pdl. Il caso in Giunta

Il giudice per le indagini preliminari Luigi Piccirillo ha dunque accolto la richiesta dei pm Alessandro Milita e Giuseppe Narducci, coordinati dal procuratore aggiunto della Direzione Distrettuale Antimafia Federcio Cafiero de Raho, di arresto nei confronti di Nicola Cosentino, deputato e sottosegretario all’Economia. Una richiesta d’arresto che mesi fa era stata rigettata. Adesso, stando alle indiscrezioni, i pm avrebbero prodotto le dichiarazioni di un nuovo pentito che si è aggiunto ai cinque che lo avevano preceduto ma le cui deposizioni non erano state considerate sufficienti. La richiesta di arresto è stata inoltrata alla giunta della Camera. L’incartamento, 350 pagine, non è ancora stato messo a disposizione dei membri della Giunta che devono visionarlo prima che si apra la discussione. La prima riunione della Giunta è già fissata per mercoledì mattina alle 9,30: è quindi molto probabile che già in quell’occasione si parlerà del caso Cosentino. I tempi per esaminare le carte però non saranno brevi. La richiesta di arresto per il coordinatore Pdl in Campania – che è accusato di concorso esterno in associazione camorristica – sarà, con ogni probabilità, correlata di deposizioni di pentiti. I membri della Giunta dovranno verificare se al riguardo sono stati fatti gli opportuni riscontri. In questi casi i tempi ordinari di discussione sono di 2-3 settimane. Tanto servì ai membri della Giunta per esaminare il caso di Antonio Angelucci (Pdl). Per il caso Cosentino, la Giunta può decidere di procedere più speditamente, tenuto conto però che, in base al regolamento parlamentare, non può riunirsi quando c’è attività d’aula.

La decisione del gip è stata presa alla vigilia degli incontri che avrebbero dovuto dare il via libera alla candidatura di Cosentino al governatorato della Campania. Una candidatura fortemente contrastata da alcune componenti del centrodestra che fanno riferimento a gruppi legati alla vecchia Dc e alla vecchia An. A Cosentino, subito dopo l’ordinanza emessa dai magistrati è arrivato infatti lo stop di Gianfranco Fini. “Non è più nel novero delle cose possibili”, ha detto il presidente della Camera. Anche se, ha precisato, per Cosentino deve valere “la presunzione di innocenza come avviene per qualunque altro cittadino”. Ma Governo e maggioranza fanno quadrato attorno al coordinatore campano che ha avuto questa mattina un colloquio telefonico con Silvio Berlusconi. Il premier avrebbe invitato Cosentino a tenere duro e ad andare avanti. La richiesta d’arresto, sostengono i suoi supporter, sarebbe finalizzata a bloccare la candidatura alle regionali, con accuse definite ridicole. Per qualcuno si tratta di un “autentico pestaggio mediatico”, per qualcun altro è un’iniziativa giudiziaria “a comando”, per qualcun altro ancora ci si trova davanti ad accuse “incredibili e inconsistenti”. “La richiesta di custodia cautelare nei suoi confronti – spiega Niccolò Ghedini – appare davvero incredibile poiché non è dato comprendere come possano sussistere nei suoi confronti le esigenze previste dal codice di procedura penale, visti anche i numerosissimi e reiterati annunci in tal senso che si prospettano da mesi. Sicuramente sarà dimostrata l’estraneità e l’inconsistenza delle accuse mosse all’onorevole Cosentino ma, ancora una volta, le oggettive interferenze tra indagini e politica si appalesano in modo conclamato”. Il diretto interessato attende ora che la Giunta della Camera si riunisca e decida se approvare o meno la richiesta di arresto sulla base delle carte mandate dalla procura. Carte che, a quanto riferiscono persone a lui vicine, Cosentino non avrebbe ancora letto.
(Tratto da Il Velino)
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