CASERTA MONNEZZA. Ecco la prova che Carlo Savoia, non molto dopo la vittoria di Marino alle elezioni del 2016, aveva già in mano la bozza della gara da 116 milioni di euro allo scopo di truccarla. Il ruolo del sindaco

CASERTA MONNEZZA. Ecco la prova che Carlo Savoia, non molto dopo la vittoria di Marino alle elezioni del 2016, aveva già in mano la bozza della gara da 116 milioni di euro allo scopo di truccarla. Il ruolo del sindaco

3 Gennaio 2022 – 13:03

Le due intercettazioni ambientali, realizzate dalla Dda negli uffici napoletani dell’imprenditore-faccendiere di Sant’Arpino, ci inducono ad una valutazione che non riguarda solo i contenuti fin troppo evidenti, del grande imbroglio ordito e in parte già realizzato poi con l’aggiudicazione provvisoria all’Ati Energetica Ambiente-ESI dell’ottobre del 2018, ma anche i tempi. Se Savoia, infatti a novembre 2017, faceva capire dia vere consegnato ai suoi collaboratori la bozza della gara già da diverso tempo, non si può escludere una relazione tra l’intenzione e la realizzazione della stessa, uscita fuori già dalle relazioni che tre amici di sempre cioè lo stesso Savoia, Marino e Pasqualino Vitale, avrebbero avuto già durante la campagna elettorale

CASERTA – (g.g.) Alcune delle intercettazioni ambientali che abbiamo incrociato nella recente ordinanza della Dda sulle trame di Carlo Savoia, relative ai grandi appalti dei rifiuti nelle province di Caserta e di Napoli, le abbiamo già pubblicate al tempo della perquisizione ordinata nel novembre 2018 dai magistrati della Dda di Napoli. Le ricavammo dalla copia del decreto con il quale queste perquisizioni venivano disposte anche a carico del sindaco Carlo Marino, per il quale dovette muoversi direttamente il pubblico ministero Fabrizio Vanorio intervenuto nello studio e nell’abitazione del primo cittadino, il quale, essendo un avvocato, non può subire, ai sensi del codice di procedura penale, azione di perquisizione da delegati di polizia giudiziaria esterni all’ufficio in cui fisicamente il pubblico ministero procedente opera, considerando dunque valida la perquisizione solo se realizzata dalle unità di polizia giudiziaria che operano all’interno del citato ufficio, con tanto di presenza fisica dello stesso giudice dell’accusa.

Le pubblicammo per quella parte che fu inserita nel decreto. Qualcosa in più rispetto al materiale documentale che fu messo, 3 anni fa, a disposizione dei difensori degli indagati, è contenuto nella detta ordinanza per effetto della quale nelle scorse settimane è stato arrestato Carlo Savoia, poi passato, lo scorso 30 dicembre, dal carcere ai domiciliari e con lui l’ex dirigente del comune di Caserta Marcello Iovino, l’attuale funzionario Pippo D’Auria, i dipendenti di Savoia, cioè Anna Scognamiglio, Gennaro Cardone, con l’appendice di speculari provvedimenti cautelari a carico del sindaco di Curti ora sospeso, Antonio Raiano e del comandante dei vigili urbani, riteniamo anche lui sospeso, sempre del comune di Curti Igino Faiella.

Riprendiamo il filo del discorso dalle complicate e, in qualche momento, concitate riunioni che Carlo Savoia teneva con i suoi due stretti collaboratori Anna Scognamiglio e Gennaro Cardone nella sede della Xeco, società di fatto nelle mani del Savoia e di cui comunque era amministratore unico, anche se le quote formalmente erano intestate all’appena menzionato Gennaro Cardone e a Lucia Iorio, moglie dell’imprenditore-faccendiere di Sant’Arpino.

Il dettaglio di tutte le parole captate all’interno delle stanze localizzate nel centro direzionale di Napoli, lo potete leggere in calce. Ed è molto interessante farlo perchè, nel groviglio di termini tecnici, di elementi procedurali collegati al finto rispetto delle norme del codice degli appalti, si coglie chiaramente, lo scrive il pubblico ministero, ma è evidentissimo anche ai nostri occhi, che Carlo Savoia aveva avuto, nella sua disponibilità, documenti del comune di Caserta, che mai e poi mai avrebbe dovuto avere.

La bozza del capitolato, del disciplinare della gara dei rifiuti avrebbe dovuto essere infatti custodita e secretata negli uffici del comune di Caserta. Al contrario, era nelle mani del terzetto che come si capisce chiaramente dalle intercettazioni datate rispettivamente 3 novembre e 6 novembre, in modo che il gruppo di specialisti della trastola potesse architettare ed approntare una serie di contenuti da iniettare a freddo, in modo da far ritornare poi al mittente la bozza con una conformazione tale da essere sicuramente determinante per l’aggiudicazione della gara d’appalto da 116 milioni di euro relativa alla raccolta e allo smaltimento dei rifiuti solidi urbani della città di Caserta nel corso dei successivi 7 anni, ai soggetti imprenditoriali collegati a Savoia, dunque, all’associazione temporanea di imprese formata da Energetika Ambiente e dalla ESI srl, anch’essa sotto il controllo di fatto di Carlo Savoia.

Ci sono due o tre passaggi intercettati che, a nostro avviso, come ad avviso della Dda, sono inequivocabili. Il primo: “A noi ci vogliono le carte nuove, noi teniamo solo la bozza del bando attuale…, parole queste, pronunciate da Carlo Savoia nel corso della riunione con la Scognamiglio e il Cardone del 3 novembre.

E poi “sul costo del personale hanno scritto questo…., parole pronunciate nel corso dell’intercettazione del 6 novembre da Anna Scognamiglio. E ancora, Savoia: “Cioè stiamo ancora in alto mare….dico che non ti sei studiata le carte che ti ho dato? facciamo figure di merda così ti rendi conto (…) la prima cosa, ti vuoi guardare ste cazzo di carte che cazzo ci sta scritto sopra. Parti sopra un piano industriale tuo….

Di passaggi “illuminanti” ce ne sono anche altri che mettiamo, come scritto prima, a disposizione dei nostri lettori in calce a questo articolo.

Per quanto ci riguarda, non si può non riflettere sul tempo in cui queste intercettazioni sono state realizzate. Siamo a novembre 2017. Guardiamo prima avanti e poi indietro. Da quel momento in poi, la macchina della gara truccata cominciò a funzionare a pieno regime. Manco a dirlo, a febbraio 2018 partono le procedure formali della stessa, le quali poi vengono affinate nei mesi successivi, fino ad arrivare al sorteggio dei componenti della commissione aggiudicatrice, taroccato dal dirigente Marcello Iovino con l’assistenza del funzionario Pippo D’Auria e anche alla presenza degli altri due dirigenti Franco Biondi e Giovanni Natale, per i quali il pm della Dda non è andato al di là della semplice formulazione di “seriamente indiziati, così come abbiamo scritto nei giorni scorsi e come potete rileggere CLIKKANDO QUI. 

A ottobre, il comune di Caserta, dopo aver manipolato l’elenco dei 25 tecnici, certificati dall’Asmel nella definizione della commissione, procede all’aggiudicazione provvisoria, di cui un Carlo Marino, sorridente e festante, dà notizia a margine di una conferenza stampa organizzata per altro e con un annuncio che, fortunatamente, noi di CasertaCe riuscimmo ad imprimere in un video più volte presentato ai nostri lettori e che vi riproponiamo ancora, con un semplice CLIKKA QUI, ad uso soprattutto di chi se lo fosse perso. 

Andando invece all’indietro rispetto alle date delle riunioni intercettate nel novembre 2017 tra Carlo Savoia e i suoi dipendenti, non possiamo non formulare una considerazione, tenendo conto pure del cazziatone che il Savoia fa alla Scognamiglio, parlando però al plurale e quindi riferendosi evidentemente anche a Cardone. Il cazziatone viene erogato il 6 novembre 2017 e si basa sul fatto che pur avendo a disposizione le bozze del capitolato e del disciplinare (“le carte nuove”), “chiaramente consegnate a Savoia”, scrive il pm, “da amministratori e funzionari infedeli del comune di Caserta.

Questa riflessione nostra si aggiunge al lavoro dei magistrati. La formuliamo in quanto interessa soprattutto la sfera del nostro lavoro consistente nella denuncia che da anni formuliamo sul malaffare imperante, ripetiamo, im-pe-ran-te nelle stanze dei politici, dei dirigenti e dei funzionari del comune di Caserta. A nostro avviso, non è azzardato interpretare le parole di Carlo Savoia in modo da produrre una valutazione in grado di condurci a un tempo abbastanza distante dalle conversazioni intercettate, quale momento in cui Savoia entra in possesso delle “carte nuove“, cioè della bozza del bando di gara.

(…) Ci vuole che vengo io dopo tanto tempo che ho detto, vedete, guardatevi tutte le cose….

Dopo tanto tempo, dice Carlo Savoia. Ma dopo quanto tempo? E’ importante porsi questa domanda, perchè se quelle carte erano arrivate sulla scrivania di Cardone e della Scognamiglio mettiamo da un paio di mesi, o anche da più tempo, stiamo parlando di un periodo non lontanissimo dalle elezioni comunali del 2016, quelle che segnarono la prima vittoria di Carlo Marino, affermatosi nel mese di giugno, nel facile ballottaggio contro Riccardo Ventre ed insediatosi, se non andiamo errati, tra la fine dello stesso mese e l’inizio di luglio.

La seconda domanda espone un dubbio che non possiamo sciogliere completamente: tenendo conto degli antichi e consolidati rapporti che c’erano tra Carlo Marino, Carlo Savoia e Pasqualino Vitale, tre personaggi di spicco di Forza Italia, a cavallo degli anni duemila e fino all’anno 2006, è proprio impossibile ritenere che Savoia e Vitale non abbiano sostenuto in maniera diretta l’elezione a sindaco di Carlo Marino nell’anno 2016? E pensate che sia proprio da escludere categoricamente l’ipotesi che già dentro a quella campagna elettorale, già dentro a quel rapporto antico e solidissimo, si sia fatto cenno alla possibilità di costruire quello che poi si è costruito, con l’obiettivo di fare una barca di quattrini con la gara dei rifiuti, visto e considerato che il contratto con Ecocar o suoi derivati scadeva nei primi mesi del 2017?

Ecco perchè in uno dei primi articoli da noi dedicato a questa ordinanza, più di un dubbio abbiamo anche avanzato sulla gradazione del ruolo interpretato da Carlo Marino, il quale, a nostro avviso, e lo ribadiamo oggi, nel giorno in cui abbiamo potuto realizzare questa riflessione sulla temporalità e sulla tempistica degli eventi, ha svolto una funzione molto più importante, sicuramente maggiore e forse decisoria e decisiva nell’elaborazione dell’intera strategia criminale. Un ruolo sicuramente molto più strutturato e articolato rispetto a ciò che gli viene pur contestato dalla direzione distrettuale antimafia.

Fonte:https://casertace.net/caserta-monnezza-ecco-la-prova-che-carlo-savoia-non-molto-dopo-la-vittoria-di-marino-alle-elezioni-del-2016-aveva-gia-in-mano-la-bozza-della-gara-da-116-allo-scopo-di-truccarla-il-ruolo-del-sindac/

 

 

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