Caserta, la camorra uccide i nipoti di Raffaele Cutolo e Antonio Bardellino

CASERTA (6 marzo) –  Un pregiudicato di Ottaviano, Clemente Prisco, di 45 anni, è stato ucciso a colpi d’arma da fuoco insieme con un’altra persona, non ancora identificata, in località S.Maria a Cubito, una zona periferica di Villa Literno, nel Casertano, quasi ai confini con il comune di Giugliano. I due erano i nipoti degli storici boss della camorra Raffaele Cutolo e Antonio Bardellino.
I carabinieri hanno identificato anche la seconda vittima dell’agguato, di chiaro stampo camorristico, avvenuto oggi in località S.Maria a Cubito, quasi ai confini tra le province di Napoli e Caserta. È un pregiudicato di 50 anni, Antonio Salzillo, originario di S.Cipriano d’Aversa (Caserta), nipote di Antonio Bardellino, uno dei capi storici della camorra casertana, scomparso molti anni fa in Brasile (sarebbe stato ammazzato nell’88 ma il suo corpo non è mai stato trovato) dove si era rifugiato.

Il fratello di Antonio Salzillo, Paride, fu ucciso alla fine degli anni ’80 dal clan dei Casalesi, ritenuti responsabili anche dell’uccisione dello zio, Antonio Bardellino. I carabinieri del comando provinciale di Caserta stanno anche verificando possibili legami di parentela, per parte di madre, dell’altro ucciso, Clemente Prisco, con il fondatore della Nuova Camorra organizzata, Raffaele Cutolo. Non è escluso che le vittime dell’agguato di oggi possano essere state uccise per vendetta, per aver tentato di riorganizzare un clan ed operare in un territorio controllato dai Casalesi.

L’auto sulla quale i due viaggiavano, una BMW, secondo una prima ricostruzione dei carabinieri del Comando Provinciale di Caserta, sarebbe stata affiancata da un’altra vettura dalla quale i sicari hanno esploso numerosi colpi di pistola di grosso calibro.

Un mese fa, la procura di Napoli aveva fatto luce su un omicidio di camorra in cui era rimasto vittima, nel 1983, un cutoliano a cui avevano strappato il cuore e tagliato testa e mani.

(tratto da Il Mattino)

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