Casamonica, il condono salva la villa di “Pelé” dalle ruspe  

Il Fatto Quotidiano, 27 Novembre 2018

Casamonica, il condono salva la villa di “Pelé” dalle ruspe

Ancora abbattimenti di edifici abusivi. Ora tocca alla casa del presunto boss Giuseppe. Ma la “reggia”di Guerino è graziata dalle norme di Berlusconi

di VINCENZO BISBIGLIA

H anno usufruito dei due condoni edilizi varati dal governo Berlusconi, nel 1994 e nel 2003. Come centinaia di migliaia di italiani (e di romani), d’altronde. Tanto che ora Guerino Casamonica, detto “Pelé”, può addirittura arrivare a vantarsene, nel giorno in cui, pochi metri più in là, Matteo Salvini e Nicola Zingaretti facevano a gara a salire sulla ruspa che avrebbe buttato giù la palazzina confiscata diversi anni fa a suo padre, il capostipite Giuseppe Casamonica.

SONO ALMENO sei le ville nella zona legate ai Casamonica, sorte in maniera completamente abusiva e poi sanate dagli uffici capitolini, nei quartieri La Romanina, Morena e Campo Romano, triangolo feudo del clan sinti nell’estre – ma periferia est di Roma. “Al – meno”, perché il VII Municipio di Roma, competente della zona, negli anni ha dovuto registrare decine e decine di condoni edilizi in un’area dove dagli anni 70 in poi di palazzine e villette ne sono spuntate come funghi. Uno di questi ha riguardato anche il villone da 400 mq con piscina, color rosso pompeiano, in cui “Pelé”vive con la sua famiglia. “Io sono tranquillo. Ho seguito la storia delle demolizioni, ma la cosa non mi tocca: qui è tutto condonato”, ha spiegato ai cronisti intervenuti in via di Roccabernarda per la conferenza stampa del ministro dell’Interno e del presidente della Regione Lazio. “Ha ragione Guerino – confermano a Il Fatto s ia dall’Agenzia regionale per i Beni confiscati alla mafia che dal Municipio VII –. Lui è in re gol a”. E al momento il suo patrimonio non sembra aggredibile, visto che i precedenti per usura e spaccio di droga di certo non lo prevedono. La villa del civico 8 sarebbe sorta in una prima “versione” alla fine degli anni 80, costruzione cui è seguita l’adesione al programma di condono avviato con la legge 724/1994. Ma gli abusi nella proprietà di Pelé sarebbero continuati anche alla fine degli anni 90, cui è seguita l’adesione alla seconda procedura avviata dal governo Berlusconi, stavolta con il decreto 269/2003.

MA GUERINO sembra esser stato molto fortunato nelle sue pratiche, visto che l’ufficio condoni di Roma Capitale è una vera bolgia. A oggi, infatti, su oltre 400 mila richieste di sanatoria, totali e parziali, presentate dal 1983 agli uffici distaccati di via di Decima, ne sono state esaminate e risolte meno di 200 mila, al ritmo di appena 10 mila concessioni l’anno. Con gente che aspetta il proprio turno anche da 15 anni. Comunque vada, un presidio di legalità in via Roccabernarda ci sarà. “Un parco giochi con una biblioteca”, ha riferito Zingaretti, al posto della villa di Giuseppe Casamonica, al termine di una demolizione dettata dai costi troppo elevati (quasi 1 milione di euro) per il recupero dell’edificio vandalizzato dopo l’ar – resto del presunto boss. Proprio di fronte, l’altro edificio confiscato è stato riassegnato a un’associ azione per il supporto e l’in te g ra zi on e dei ragazzi autistici. “Così dimostriamo che i buoni vincono”, ha detto invece Salvini. Dopo il blitz al Quadraro della scorsa settimana, per il 2019 Virginia Raggi e i suoi stanno preparando nuove demolizioni, ma in zona Romanina, dove saranno buttati giù sette edifici in via Domenico Baccarini con decreti in attesa di esecuzione anche da 40 anni.

 

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