Cartello tra le mafie per monopolio ortofrutta, indagini e arresti

Mafie alleate monopolizzano il mercato ortofrutticolo: prezzi alle stelle
Camorra, mafia e ‘ndrangheta avevano assunto il controllo del trasporto e della gestione del mercato ortofrutticolo creando un monopolio nel sud Italia. I dettagli delle indagini e dell’operazione della Dia

Le indagini della Dia sulla maxi organizzazione criminale hanno scoperto e sgominato un’associazione che aveva assunto il controllo del trasporto e la gestione del mercato ortofrutticolo attuato da un cartello di clan della camorra, della mafia e della ‘ndrangheta.

Gli inquirenti hanno accertato che l’organizzazione imponeva il monopolio ai commercianti ed agli autotrasportatori di prodotti ortofrutticoli in tutto il centro-sud Italia, con la conseguente lievitazione dei prezzi della frutta. I capi delle organizzazioni camorristiche e mafiose si riunivano nella sede di un’azienda di trasporti del Casertano per decidere le strategie e le alleanze. La Dia ha inoltre sequestrato nel corso di perquisizioni un gran numero di armi provenienti dalla Bosnia.

La Coldiretti stima che anche per effetto della malavita organizzata i prezzi di frutta e verdura dal campo alla tavola triplicano con rincari anche del 200 per cento. E il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso per spiegare il sistema di alleanze tra cosche per il business derivante dal settore ortofrutticolo ha parlato di “federalismo mafioso”. Grazie agli accordi tra clan della Campania, della Calabria e della Sicilia, i Casalesi hanno ottenuto il monopolio del trasporto dei prodotti ortofrutticoli in gran parte d’Italia.

Ne conseguono quelle che Grasso ha definito “cose impensabili”. Ad esempio, per essere impacchettate, le fragole vengono inviate da Vittoria, in Sicilia, a Fondi nel basso Lazio; da lì vengono poi distribuite in tutto il Sud Italia e a Milano, con conseguenze sui prezzi enormi. “Con questa operazione viene accertato un collegamento operativo tra i Casalesi e Cosa Nostra nel settore del trasporto della frutta. E’ un’altra grande operazione della Polizia contro il sistema di criminalità che, ogni giorno, viene colpito duramente”, ha dichiarato il ministro dell’Interno Roberto Maroni. Anche il ministro della Giustizia, Angelino Alfano ha espresso soddisfazione per l’esito dell’operazione: “Gli uomini delle istituzioni, dal governo al Parlamento, dalla magistratura alle forze dell’ordine, tutte insieme a formare una grande squadra,chiamata Stato che continua a vincere contro la criminalità organizzata”.

L’operazione della Dia e coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli ha portato quindi a sessantotto ordinanze di custodia cautelare, sequestri di beni per 90 milioni di euro, tra aziende, appartamenti, terreni, conti bancari e una flotta di automezzi commerciali. Provvedimenti eseguiti tra la Campania, il Lazio e la Sicilia.

Le indagini, condotte dai pm della Dda Cesare Sirignano, Francesco Curcio e Ivana Fulco, si sono avvalse anche della collaborazione di due collaboratori di giustizia: Felice Graziano, capo dell’omoniMo clan di Quindici (Avellino) e di Carmine Barbieri, già “uomo d’onore” della famiglia Madonia di Gela e definito dagli investigatori di “elevatissimo spessore”. Nel mirino degli investigatori i clan camorristici dei Casalesi e Mallardo alleati con le famiglie mafiose dei Santapaola-Ercolano. Tra gli arrestati anche Paolo Schiavone, 27 anni, cugino del boss casalese Francesco Schiavone, soprannominato Sandokan. Gli uomini della Dia lo hanno catturato nel porto di Napoli di ritorno dalla luna di miele trascorsa su una nave da crociera.

(Tratto da NapoliToday)

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