Caro dottor Maresca io non dimentico che lei ci ha liberato da uno spietato mafioso come Michele Zagaria’

Caro dottor Maresca io non dimentico che lei ci ha liberato da uno spietato mafioso come Michele Zagaria’

7 Dicembre 2020

Di redazione

Molti di noi l‘hanno dimenticato. Molti di noi forse manco ricordano più in quale condizione di soggezione mafiosa vivevano molti centri del Casertano dove il clan dei casalesi e il suo dominus, Michele Zagaria, gestivano qualunque affare lecito ed illecito, infiltravano le istituzioni, corrompevano uomini dello Stato, inquinavano l’economia legale. Quella spirale di violenza cieca e sanguinaria imposta dall’ala stragista del clan dei casalesi agli ordini di Giuseppe Setola e il braccio imprenditoriale ed affarista al soldo di Michele Zagaria fu fermata da un manipolo di magistrati della Procura distrettuale antimafia di Napoli e da investigatori eccellenti di Carabinieri, Finanza e Polizia. Un magistrato in particolare, Catello Maresca, ha messo la sua firma sotto gli atti della cattura proprio di questi due boss, Setola e Zagaria. Oggi, a nove anni esatti dall’arresto di Michele Zagaria, una cittadina di Castel Volturno, *Barbara Carino, ci manda la lettera che segue. Abbiamo deciso di pubblicarla integralmente perchè è uno spaccato importante di quel sentimento di riconoscenza dei cittadini al magistrato Maresca ma soprattutto allo Stato che Maresca da magistrato ha sinora servito e serve con lealtà e onore.

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“Passata la festa, gabbato lo santo”. Non per me. Io non dimentico. Non posso dimenticare un giorno così importante per la mia, la nostra terra. Non posso permettere che gli anni facciano rinchiudere nel cassetto del dimenticatoio quello che lo Stato ha rappresentato e che oggi ancora rappresenta in tutta la sua forza attraverso le gesta di chi lo rappresenta. Sono trascorsi 9 anni dalla cattura dell’ultimo superlatitante della camorra casalese, Michele Zagaria. Una latitanza cominciata nel 1995 e finita all’alba del giorno 7 dicembre del 2011 a seguito di indagini coordinate da un pool di magistrati della Direzione distrettuale antimafia di Napoli, tra i quali l’oggi sostituto procuratore generale di Napoli, Catello Maresca.

Ricordo bene il momento in cui cominciarono ad apparire le prime notizie sui social netwiork. Non riuscivo quasi a crederci. La nostra terra aveva vissuto sotto l’ombra onnipresente del boss per troppi anni e la notizia della sua cattura destava quella certa incredulità mista a speranza. “La mia terra rinascerà finalmente, l’hanno arrestato ! E’ fatta … ma non ci credo , non può essere” erano le parole che correvano di bocca in bocca, di casa in casa. Penso sia stato lo stesso pensiero di tantissime persone che come me credevano magari alle solite notizie fake oppure ad un blitz andato a vuoto dato che non era la prima volta che la cattura di Zagaria data quasi per fatta poi sfumava.

Chi lavorava per catturarlo era sempre arrivato vicinissimo ad acciuffarlo il boss latitante, ma il sistema di “controllo criminale” del territorio aveva reso impossibile quell’arresto. Poi arriva la notizia ufficiale, i video sul web, le immagini di un uomo ammanettato con la testa bassa. Sì era lui, il capo, Michele Zagaria che con lo sguardo di chi si è arreso, offriva i polsi alle manette, si arrendeva allo Stato, veniva assicurato alla giustizia. Quella giustizia così tanto attesa, così tanto sperata.
Ricordo le esultazioni di giornalisti, forze dell’ordine, magistrati, il popolo. Bottiglie di spumante stappate in diretta tra le fila delle auto della polizia di Stato che sfilavano per il Paese di Casapesenna. Natale era arrivato prima per tutti. +

Ogni anno mi piace rivivere quelle stesse emozioni condivise con tutto il popolo della mia terra. Rileggo articoli, rivedo filmati, anche se quelli in realtà li rivedo spesso assieme ai miei figli per far comprendere cosa significhi essere “liberati” dall’oppressione criminale invisibile ma sempre presente. Invisibile però a chi non voleva vedere, bisogna precisarlo. Non c’è giorno in cui io non ringrazi lo Stato e non c’è giorno in cui lo Stato non ricambi attraverso nuovi arresti, nuove indagini, nuove iniziative volte alla formazione etica, morale e sociale dei giovani con progetti di legalità nelle scuole, nei comuni, e a causa dell’emergenza sanitaria , anche on line.
A tal proposito, tante sono state le iniziative intraprese. E tante sono in programma. Devo constatare però che a nove anni dalla “liberazione”, via via tutto questo grande entusiasmo si è andato affievolendo.

Magari c’è chi questa data cosi importante l’ha dimenticata, eppure mi chiedo come sia possibile, specialmente per il mio popolo che ha sofferto le peggiori violenze a causa di Michele Zagaria. Quando cala l’attenzione o addirittura il silenzio su vicende come questa , comincio a temere che si lasci spazio seppure involontariamente, a quella mentalità criminale che tanto ci ha devastati. Perchè è bene ricordare che tutto ritorna sempre, in maniera diversa ma torna, ed è importante, necessario, fondamentale che anche a distanza di anni il popolo faccia sentire la propria voce manifestando il proprio sdegno nei confronti di chi ha distrutto la nostra terra.
E’ necessario che ognuno di noi faccia la propria parte nel proprio piccolo, nelle proprie possibilità, come ad esempio raccontare ai nostri figli dell’imponenza dello Stato.

In questi anni ho avuto la fortuna di poter ringraziare personalmente ogni giorno il Sostituto Procuratore Maresca per tutto ciò che ha fatto e che fa ogni volta che si toglie la toga, prendendosi cura dei giovani con la sua attività nel sociale diventando un punto di riferimento molto importante per questi ragazzi e ragazze che spesso sono preda di modelli sbagliati da seguire.
Da madre , sento fortemente il dovere di ringraziare chi ha posto nove anni fa quella pietra su cui porre delle solide fondamenta per un futuro libero dalle mafie. Ma si badi bene che ognuno in questa società  deve fare la propria parte.
E anche quest’anno festeggiamo prima il Natale. E anche quest’anno una bottiglia di spumante .
Buon anniversario dottor Maresca e grazie dal profondo del cuore per aver liberato Castel Volturno da un boss mafioso.

*Barbara Carino da Castel Volturno

fonte:https://www.juorno.it/

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