Carlo Giovanardi, in un video la promessa di aiuto all’imprenditore poi arrestato nell’inchiesta sulla ‘ndrangheta in Aemilia

Il Fatto Quotidiano, Giovedì 30 marzo 2017

Carlo Giovanardi, in un video la promessa di aiuto all’imprenditore poi arrestato nell’inchiesta sulla ‘ndrangheta in Aemilia

Al processo Aemilia proiettati in aula i filmati registrati di nascosto dal costruttore Bianchini. Il senatore ex Ncd (non indagato) si stava interessando per far togliere le interdittive antimafia alle aziende edili di famiglia, prima che l’indagine deflagrasse. Dopo la disponibilità a fare “risse” in prefettura e interrogazioni parlamentari, il dubbio: “Ma siete candidi come agnellini?”

di David Marceddu

Sono spuntati un po’ a sorpresa quei video con protagonista il senatoreCarlo Giovanardi (ex Ncd, ora nel movimento Idea), che non sapeva di essere ripreso. Al processo Aemilia, il più importante processo di mafia mai svoltosi in Emilia Romagna, iniziato già oltre un anno fa, martedì 28 marzo si parla della famiglia Bianchini. L’impresa edile di famiglia diSan Felice sul Panaro, in provincia di Modena, è finita nell’inchiesta con l’accusa di avere fatto affari con la ‘ndrangheta emiliana. In particolare, quella con base a Reggio Emilia che i magistrati ritengono in legami strettissimi con la casa madre dei Grande Aracri di Cutro, in Calabria.

I video con Giovanardi (non indagato) sono stati registrati tra luglio e ottobre 2014 quando ancora non c’erano stati gli arresti e l’inchiesta Aemilia della Direzione distrettuale antimafia di Bologna non era venuta a galla. Durante l’udienza in tribunale a Reggio Emilia, il maresciallo dei carabinieri Emidio D’Agostino, testimone chiamato dai pm Marco Mescolini e Beatrice Ronchi, spiega che quei file sono stati ritrovati il 28 gennaio 2015, quando l’operazione Ae­milia sfociò in decine di arresti. Non è chiaro perché Alessandro Bianchini registrasse a insaputa degli interlocutori. Forse per una forma di tutela.

E qui bisogna spiegare un antefatto. La Bianchini Costruzioni, ditta leader nel settore edile in tutta l’Emilia Romagna e non solo, a metà 2013 era stata esclusa dalla white list della prefettura di Modena (la lista delle imprese autorizzate a lavorare negli appalti pubblici), proprio per i sospetti che avesse legami con uomini vicini alla ‘ndrangheta. Un danno enorme per una azienda impegnata pienamente nella ricostruzione dopo il sisma in Emilia del 2012. A quel punto Alessandro Bianchini – figlio del patron della ditta, Augusto (oggi imputato per concorso esterno in associazione mafiosa) – apre una sua azienda, la Ios. Secondo la Dda di Bologna, era solo un modo per aggirare l’interdittiva e provare a mantenere gli appalti che la Bianchini Costruzioni aveva perso. Ma anche fra il 2013 e il 2014 la Prefettura, che si avvale della collaborazione di tutte le forze di polizia, sospetta che in realtà dentro la Ios ci sia la partecipazione di Augusto Bianchini.

È in questo quadro che Alessandro Bianchini (imputato per intestazione fittizia di beni) è molto attivo per cercare di salvare la sua azienda. Il rischio (che poi si materializza) è infatti che anche la sua Ios venga esclusa dalla white list. I Bianchini per risolvere la questione coinvolgono uno dei parlamentari di riferimento della zona, il modenese Carlo Giovanardi. In un incontro in un bar il senatore, ignaro di essere registrato, spiega ad Alessandro e Augusto di avere parlato con l’allora prefetto e con l’allora questore (verosimilmente di Modena) e di avere chiesto ragioni del perché anche l’azienda di Alessandro Bianchini stia avendo dei problemi. Spiega di avere fatto una “rissa” intendendo di avere avere discusso animatamente con i suoi interlocutori istituzionali. Poi spiega ai Bianchini di essere pronto a fare tutti i passaggi parlamentari. Giovanardi non sa che i due sono già sotto inchiesta da parte della Dda di Bologna. A Prefetto e Questore avrebbe detto: “Se mi dimostrate che le persone con cui parlo io sono dei delinquenti, basta che me lo dite e buonanotte”.

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