Cari Procuratori, le mafie stanno dappertutto. Non ci sono “isole felici” in Italia. Gli effetti devastanti di certe dichiarazioni. Il “caso” Latina che si ripropone ora in altre province. Non ci stiamo!!!

UN ERRORE DAGLI EFFETTI DEVASTANTI

Quando un Procuratore, peraltro Capo, pubblicamente dichiara un territorio “isola felice” o dice che “non bisogna vedere ombre anche quando non ci stanno”, com’è capitato recentemente a Roma nel primo caso e a Cassino nel secondo, si producono effetti devastanti.

Lo abbiamo visto in provincia di Latina dove fino all’altro ieri si è detto che… ”non ci sono organizzazioni radicate”, che… “tutto è sotto controllo”, quando tutto deflagrava e le mafie erano entrate perfino nella case della gente e vediamo ora che fine si è fatta, lo vediamo dappertutto.

Gli effetti di quelle dichiarazioni sono devastanti perché si spegne il livello di attenzione, si depotenzia il lavoro fatto dalle forze dell’ordine, si demotivano le associazioni antimafia, si distruggono le linee di difesa contro l’avanzare delle mafie.

Finisce tutto.

Le mafie sono ormai dappertutto, non ci sono più “isole felici” e cose del genere e proprio quando non si vedono, non si fanno sentire, si inabissano come si dice in gergo, vuol dire che stanno operando alla grande, investendo, comprando, corrompendo, facendo business.

La situazione più pericolosa, questa.

Perché la gente non reagisce, non vede, non sa e i politici corrotti e collusi agiscono di concerto con i mafiosi.

Alla grande.

Il terreno ideale per le mafie ed i loro sodali che stanno nei partiti, nelle professioni e nelle stesse istituzioni.

No, non ci stiamo.

Parole infelici che non hanno per niente il nostro apprezzamento.

Così non si fa lotta alle mafie, cari Procuratori!!!

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