Cantone:” I morti di camorra non fanno più rumore”.La disattenzione della gente e la situazione a Napoli.L’associazione Caponnetto ha emesso alcune settimane fa un comunicato,diffuso peraltro dall’ANSA,con il quale ha reso nota la sua posizione.Non si combatte la camorra solo con la repressione.Bisogna affrontare e risolvere ,dopo decenni di inerzia ,i problemi veri della società napoletana- che sono poi quelli della regione Campania e di tutto il sud – :l’occupazione e la giustizia sociale.Tutto il resto viene dopo.

Il giudice Raffaele Cantone: «I morti di camorra non fanno più rumore»

di LUIGI SPERA

Al suo arrivo alla Federico II pare aver già pronta la prima frase da offrire ai giornalisti in sua attesa. E non riguarda la corruzione, tematica del convegno presso l’ateneo, dalla quale sembra quasi volersi smarcare per andare dritto a segno sulla questione più calda. «A Napoli in questo momento c’è un’emergenza maggiore, qualcosa che rende meno evidenti anche i fenomeni di malaffare di tipo diverso». Una scia di sangue della quale si tendono a cancellare le tracce con troppa facilità. Per il giudice Raffaele Cantone «in questo momento i morti per strada non fanno più di tanto rumore, non mi pare che ci sia stato un senso d’indignazione generale di fronte agli ultimi gravi casi», afferma il presidente dell’Autorità nazionale anti corruzione a margine del convegno di presentazione del protocollo di ricerca firmato tra le università Federico II, Suor Orsola Benincasa e tre atenei Brasiliani, per lo studio congiunto del fenomeno corruttivo.

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«Quello che è avvenuto l’altro giorno a Napoli, non ha precedenti. Una persona è rimasta oltre due ore morta per strada e nessuno ha neanche chiamato i carabinieri. Io mi auguro che nessuno se ne sia accorto e non sia avvenuto nel disinteresse generale. Si è poi sparato e ucciso in un quartiere dove 15 giorni fa c’è stata l’inaugurazione dell’anno scolastico alla presenza del presidente della Repubblica. Il livello in cui ci si abitua a certi fatti è sempre più alto, quando ci si abitua la corruzione sembra pan per merenda. Se oggi si cerca su internet il termine corruzione – afferma con tono risoluto – viene fuori un mare magnum di informazioni, questo perché ci sono parole che vanno in voga e poi passano. Così come due anni fa se si fosse cliccato alla voce camorra, un tema che oggi pare non interessi più a nessuno malgrado i morti per strada e i ragazzini che quotidianamente vengono ammazzati in questa nostra città». E’ duro e risoluto il giudice Cantone lasciando trapelare un velo di triste rabbia. Dopo una vita spesa contrastando la camorra, il parere del giudice che ha contribuito a mettere in ginocchio i clan dei casalesi conta. In merito all’utilizzo delle forze armate contro la criminalità e al rinforzo nel numero dei poliziotti dice «E’ sempre utile avere più forze in campo, ma il tema vero è che bisogna iniziare a lavorare seriamente sulla prevenzione in quartieri da troppo abbandonati, con quel livello di evasione scolastica e quei redditi economici puoi mettere per strada tutti gli eserciti di questo mondo, diventa tutto complicato. Di fronte a una situazione di tale mancanza di lavoro e di redditi tanto bassi è impossibile pensare di lavorare solo con la repressione, momento fondamentale certo – afferma – ma non certo l’unico. Lo stato si deve farsi vedere con la faccia cattiva, ma anche con faccia buona della capacità di rimetter in moto certe realtà». Ed è qua che per il giudice si pecca. Anche perché «C’è troppa retorica, prendo in prestito la frase che dice sempre don Luigi Ciotti, “legalità è una parola abusata”. Dobbiamo smetterla di parlare di legalità, ne può parlare chiunque. Le persone credo si aspettino più fatti e meno parole. Abbiamo bisogno di meno tifosi e più giocatori in campo. Se in alcuni quartieri c’è questo livello formale di reddito bassissimo, e le cose tutto sommato vanno in un certo modo, c’è qualcosa che non quadra. Perché 1+1 fa due. E se fa due, evidentemente è qualcun altro di mettere quel che manca. E quello – conclude – probabilmente è la camorra».

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