Campania, appalti truccati: 69 arresti: «50mila euro all’ex assessore»

Il Mattino, Mercoledì 15 Marzo 2017

Campania, appalti truccati: 69 arresti: «50mila euro all’ex assessore»

di Mary Liguori e Leandro Del Gaudio

L’ex assessore regionale al Turismo, Pasquale Sommese, è accusato di avere intascato una mazzetta da 50mila euro. L’inchiesta sulla tangente per la ristrutturazione di Palazzo Teti Maffuccini a Santa Maria Capua Vetere, che doveva diventare un «Polo della legalità», ma ha perso per sempre i finanziamenti a causa delle ingerenze della camorra, si è rivelata un vaso di Pandora. È un terremoto giudiziario quello che, all’alba di oggi, ha sconvolto la politica e il mondo dell’imprenditoria campane.

I nomi al centro dell’indagine. Appalti, camorra e mazzette: settanta misure di custodia cautelare sono state eseguite questa notte su richiesta della Dda di Napoli (procuratore aggiunto Giuseppe Borrelli, sostituti Maurizio Giordano, Alessandro D’Alessio, Luigi Landolfi, Catello Maresca e Gloria Sanseverino) per accuse che vanno dalla turbativa d’asta ai reati di criminalità organizzata.

L’ex assessore e il suo factotumCoinvolto il politico Pasquale Sommese, consigliere regionale della Campania in quota Ncd. Stamane l’ex assessore regionale al Turismo ha accusato un malore, quando gli è stata notificata la misura cautelare. Sommese è accusato di avere intascato una mazzetta da 50mila euro, insieme al nipote-collaboratore, Antonello Sommese, da Antonio Bretto, imprenditore di Casal di Principe: sono accusati di avere designato la ditta Bretto Opere Stradali, prima ancora che venisse indetta la gara, per il restauro dell torre del medievale di Cerreto Sannita (Benevento). L’aggiudicazione dell’appalto, secondo la Dda, avvenne attraverso la complicità di pubblici ufficiali del Comune che però non sono stati identificati. Destinatario di una misura cautelare in carcere, Pasquale Sommese ha sempre ribadito la propria estraneità alle accuse di aver condizionato appalti o di aver incassato voti in cambio di favori, oltre a smentire qualsiasi legame con la camorra casalese che peraltro non gli viene contestata neanche in questa occasione

Gli appalti all’esame. Al centro dell’inchiesta ci sono poi opere inerenti l’intervento «Le Porte dei Parchi» a Francolise, Alife, Rocca d’Evandro e Calvi Risorta. Il consigliere regionale Sommese e un suo fidato collaboratore sarebbero intervenuti  come referenti di due società per garantire il finanziamento con fondi regionali delle opere pubbliche progettate da una società napoletana.  Oltre che per Sommese, il gip ha disposto il carcere anche per Antonello Sommese, presunto factotum dell’ex assessore regionale. Altri appalti finiti nel mirino della Dda riguardano i comuni di Piedimonte Matese, Riardo, Casoria, Cicciano ed Alife e riguardano molti beni di interesse storico e archeologico. Ma anche Villa Bruno a San Giorgio a Cremano.

Il presidente della Fondazione Banco di Napoli. Coinvolti anche docenti universitari. Tra questi agli arresti domiciliari è finito anche Daniele Marrama, presidente della Fondazione Banco Napoli ma esclusivamente per la sua attività personale. Nell’inchiesta figura di supporto al Rup nella materia giuridica. Il suo ruolo, secondo tuanto ricostruito, in  merito agli appalti del progetto “Le porte dei parchi” era quello di consigliare la commissione per conferire una veste formale legittima agli atti da redigere ma, secondo l’accusa «era consapevole che la commissione, di cui era supporto tecnico, era chiamata ad assegnare illecitamente gli appalti secondo le indicazioni di Guglielmo La Regina».

Soprintendente ai domiciliari. Tra le persone finite agli arresti domiciliari c’è Adele Campanelli, dal 2010 alla guida della Soprintendenza Archeologica. Secondo la Dda, la Campanelli impose l’impiego di un archeologo, Antonio De Simone, professore universitario originario di Sant’Anastasia, e la ditta Percorsi di Luce di Francesco Capotorto.

Ex dirigenti della Mostra d’Oltremare. Nell’inchiesta sono poi coinvolti Paolo Stabile e Andrea Rea, all’epoca direttore e presidente, accusati con il Soprintendente Adele Campanelli (domiciliari per turbativa d’asta) in merito ai lavori del lotto 7 e lotto 8 della Mostra. Secondo la Dda, la Campanelli impose l’impiego di un archeologo, Antonio De Simone e la ditta Percorsi di Luce di Francesco Capotorto.

Sindaci ed ex. Arresti anche alcuni sindaci tra i quali i primi cittadini di Aversa, Enrico De Cristofaro (coinvolto per il periodo in cui era presidente dell’ordine degli architetti), i sindaci di Riardo e Pompei e l’ex sindaco di San Giorgio a Cremano. Coinvolto anche l’ex sindaco di Casapulla, Ferdinando Bosco.

L’ordinanza bis e i Casalesi. Questa mattina è poi stata notificata all’imprenditore Alessandro Zagaria, già detenuto in un carcere di massima sicurezza dal luglio scorso proprio per la vicenda di Palazzo Teti. Era già stato arrestato, insieme all’ex sindaco Biagio Di Muro, perché è ritenuto l’«anello di congiuntura» tra la politica e il clan dei Casalesi. L’aggravante del metodo mafioso viene contestata però solo quattro degli indagati: Pasquale Garofalo, Alessandro Zagaria, Mario Martinelli e Guglielmo La Regina.

La faccendiera-pentitaFilo conduttore tra la prima parte dell’inchiesta e la retata di questa mattina la “faccendiera” Loredana Di Giovanni, di Mugnano di Napoli. La donna è nota per aver portato voti a Sommese durante l’ultima campagna elettorale per le Regionali. Il suo ruolo, emerge dalle indagini, sarebbe stato quello di consegnare tangenti ai politici per conto degli imprenditori. Dall’aprile dello scorso anno, momento in cui è finita ai domiciliari, sta collaborando con la procura.

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