Camorra: Traffico rifiuti speciali; sequestrati beni 50 mln

Ammonta a 50 milioni di euro il valore dei beni sequestrati da carabinieri e guardia di finanza nell’ambito dell’operazione ‘Giudizio Finale’  condotta nel casertano nei confronti del clan Belforte. Cinque le misure cautelari emesse e 43 gli indagati. Secondo quanto accertato dagli investigatori dal ’98 fino al 2004 l’organizzazione criminale operante soprattutto nel Casertano ha provveduto allo smaltimento illecito di tonnellate di rifiuti provenienti soprattutto dal Centro-Nord. Anche una societa’ collegata al clan avrebbe ottenuto commesse da una societa’ pubblica, la Recam, incaricata di provvedere ad alcune bonifiche. Tra gli indagati, secondo quanto hanno reso noto gli investigatori, risulta anche un ex funzionario della stessa societa’. Sono stati i carabinieri del gruppo operativo ecologico di Napoli ad accertare che l’organizzazione criminale ha imposto il pizzo anche ad alcune societa’ operanti nel settore dei rifiuti nel corso dell’ultima crisi che ha investito la Campania: l’organizzazione chiedeva il pizzo sul fitto dei contenitori. La guardia di finanza, invece, che ha condotto le indagini patrimoniali ha accertato un’evasione d’Iva, attraverso la costituzione di societa’ ”cartiere”, per 4 milioni di euro.
Secondo quanto e’ emerso dalle indagini dei sostituti procuratori della Dda di Napoli, Giovanni Conzo, Cristina Ribera e Raffaello Falcone, coordinati dal procuratore aggiunto Federico Cafiero De Raho, i rifiuti smaltiti illegalmente dall’organizzazione criminale sono finiti in diverse cave abbandonate del Casertano e dell’area Flegrea. In alcune occasioni invece sono stati riutilizzati per confezionare materiale edile. La maggior parte dei rifiuti proveniva dal Nord Italia ma l’organizzazione criminale provvedeva allo smaltimento anche di rifiuti di piccole e medie imprese artigianali della Campania che non potevano rivolgersi ad altri.

(Tratto da Portale Legalità – ANSA)

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