Camorra. Sanità, appalti e politica: il boss Belforte si pente e parla.

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di Leandro Del Gaudio
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Come funzionano le cose in una certa sanità campana, chi tiene in mano le redini di appalti per lavori pubblici, chi gestisce il consenso elettorale quando in politica si fa sul serio e i numeri possono tutto.

Di questo e altro ancora sta parlando Salvatore Belforte, ormai ex boss dell’omonimo clan radicato nella zona di Marcianise, capace per decenni di fare la voce grossa anche contro gente di spicco dei clan dei Casalesi. Una scelta clamorosa, quella di Belforte, una sorta di spartiacque destinato a provocare non pochi sviluppi in campo investigativo.

Dopo nove anni filati in cella, molti dei quali passati in regime di carcere bis, crolla uno dei boss storici della camorra campana. Condannato all’ergastolo al termine di due processi – per due vicende di omicidio nelle faide per la conquista del territorio – Salvatore Belforte ha deciso di chiudere con il crimine organizzato. Non c’erano condanne definitive all’ergastolo, ma poco ci mancava, al termine di indagini che lo hanno letteralmente accerchiato. E isolato. Un terremoto, per essere chiari, visto lo spessore del nuovo collaboratore di giustizia.

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