“Camorra, politica e imprenditoria”, così la Piovra ha conquistato Sant’Antimo

Camorra, politica e imprenditoria”, così la Piovra ha conquistato Sant’Antimo

Di Antonio Mangione

Un vero e proprio romanzo criminale, uno spaccato di realtà che supera anche la fiction. Nelle 34 pagine del decreto di scioglimento per camorra del Comune di Sant’Antimo (la seconda volta dopo quella del 1991, ndr) c’è di tutto e di più. La commistione tra camorra, pezzi di imprenditoria e della politica è così palese che hanno portato il ministero dell’Interno a decidere di commissariare per 18 mesi l’Amministrazione, per altro già senza una guida visto che il sindaco che guidava l’Ente, il dott. Aurelio Russo, fu sfiduciato lo scorso 18 luglio dalla maggioranza di consiglieri comunali.

Le accuse pesanti

Sono veramente pesanti le accuse contenute nel decreto: corruzione, voto di scambio, legami tra politica e camorra, forme di condizionamento dell’attività amministrativa, appalti truccati e controllati,

Nel comune di Sant’Antimo  sono state riscontrate forme di ingerenza da parte della criminalità organizzata che compromettono la libera determinazione e l’imparzialità degli organi elettivi nonché il buon andamento e il funzionamento dei servizi, con grave pregiudizio per l’ordine e la sicurezza pubblica” – recita l’incipit del decreto. “All’esito di verifiche svolte dalle forze dell’ordine sugli amministratori eletti, che hanno evidenziato possibili collegamenti tra la nuova compagine amministrativa e soggetti riconducibili alla locale criminalità organizzata, nonché sulla base di numerosi esposti con i quali venivano denunciate forme di condizionamento nella gestione dell’ente”.

La relazione del prefetto pone in rilievo che, nel corso della campagna elettorale del 2017, in esito ad una importante indagine giudiziaria è stato disposto l’arresto di tre persone per reati in materia elettorale nonché il sequestro di oltre 300 schede elettorali e materiale propagandistico riconducibile a candidati al consiglio comunale. Articolo che noi di InterNapoli pubblicammo in anteprima. (leggi, ndr)

La citata operazione di polizia, come evidenziato nella relazione del prefetto, “ha rideterminato gli equilibri delle forze politiche in campo e ha inciso sui risultati elettorali”. La commissione d’indagine ha analiticamente esaminato il profilo dei componenti la compagine politica e dei dipendenti, alcuni dei quali “gravati da pregiudizi penali e ha evidenziato la sussistenza di un’intricata rete di rapporti parentali, frequentazioni, cointeressenze tra gli stessi ed esponenti della criminalità del luogo, ponendo in rilievo come tale stato di cose abbia compromesso il buon andamento e l’imparzialità dell’ente locale con un conseguente sviamento dell’attività amministrativa dai principi di legalità e trasparenza”.

Onoranze funebri e urbanistica

Tra i servizi finiti nel mirino della commissione d’accesso c’è ci sono le procedure concernenti il servizio onoranze funebri. “E’ stato riscontrato come nel territorio comunale operino agenzie funebri che svolgono tale servizio pur se prive di titoli abilitativi o comunque in violazione della normativa di settore”. La commissione d’indagine ha poi esaminato i provvedimenti emessi dal responsabile del settore urbanistico, che, come dettagliatamente riportato nella relazione del prefetto, ha evidenziato numerosi profili di illegittimità. L’analisi dei procedimenti di competenza del dirigente ha rilevato la sussistenza di “una complessa rete di cointeressenze tra amministratori, componenti dell’apparato burocratico ed esponenti della criminalità organizzata, in violazione dei principi di buon andamento e legalità dell’azione amministrativa”. Viene al riguardo segnalato un permesso di costruire emesso in violazione delle disposizioni in materia, rilasciato in favore del padre di un consigliere comunale – nonché stretto parente di un soggetto appartenente alla criminalità organizzata – di cui il menzionato dirigente, antecedentemente al conferimento dell’incarico di responsabile del settore urbanistica, era tecnico di fiducia.

Rifiuti, illuminazione al cimitero

La commissione d’indagine ha inoltre analizzato altre numerose procedure in materia urbanistica connotate da profili di illiceità, ponendo in rilievo, emblematicamente, come le stesse siano state rilasciate in favore di familiari degli amministratori locali o di soggetti riconducibili alla criminalità organizzata operante sul territorio. L’organo ispettivo ha effettuato anche un esame delle procedure che interessano il settore ambientale soffermandosi, in particolare, su quella concernente l’affidamento del servizio di igiene urbana, assegnato nel luglio 2012. Irregolarità sono emerse anche all’esito delle verifiche disposte nel settore che gestisce il servizio dell’illuminazione votiva cimiteriale in relazione al quale la commissione d’indagine ha rilevato un generale disordine amministrativo, incontrando difficoltà nel reperire la documentazione relativa alle procedure gestite.

Nei prossimi articoli andremo a sviscerare tutti gli aspetti contenuti nella relazione

 

20 Aprile 2020

fonte:https://internapoli.it/

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