Camorra, parla Cantone: «Alcuni amministratori si fanno avvicinare per fare soldi»

Il Corriere della Sera, Mercoledì 27 aprile 2016 

Camorra, parla Cantone: «Alcuni amministratori si fanno avvicinare per fare soldi»

Il presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione mette in guardia dalla facilità con cui alcuni amministratori si lasciano corrompere dalle mafie. E chiede regole più chiare per il finanziamento dei partiti, intercettazioni e agenti sotto copertura

di Redazione Online

«C’è gente che non vede l’ora di essere avvicinata per fare un po’ di soldi»: è l’allarme che lancia il presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione, Raffaele Cantone, in occasione del Forum Internazionale dell’Informazione contro le Mafie “A mano disarmata”. «La permeabilità credo sia la parte è più preoccupante del sistema» spiega Cantone che poi prosegue. «La grande scoperta sta nel fatto che oggi la corruzione è il principale strumento per avvicinare le amministrazioni. Non c’è più il livello di intimidazioni che esisteva prima. Anche perché gli amministratori sono molto semplici da corrompere».

«La permeabilità della politica è preoccupante»

«La permeabilità credo sia la parte più preoccupante del sistema» allerta Cantone. E spiega il perché di questa conclusione. «La camorra è oggettivamente molto indebolita, non c’è capoclan, sono tutti in carcere sepolti dagli ergastoli. Ma il salto di qualità lo hanno fatto le bande». E continua aggiungendo che, nonostante la camorra sia meno forte, «paradossalmente c’è un’area grigia di imprenditori legati alla camorra che si occupa direttamente dei propri affari che è rimasta molto forte». E proprio da qui arriva l’allarme vero, in passato la corruzione era «solo un modo per avvicinare gli amministratori, oggi è il principale» dice ancora il presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione: le mafie hanno capito che «se lo compri lo avrai sempre dalla tua parte, se lo intimidisci potresti crearti un nemico».

Contro la corruzione, «agenti sotto copertura e intercettazioni»

E proseguendo nel suo intervento, Raffaele Cantone spiega di vedere di buon occhio l’introduzione di agenti sotto copertura e la necessità di introdurre anche intercettazioni con l’applicazione delle stesse norme utilizzate in materia di mafia. «In materia di mafia i presupposti per chiedere le intercettazioni sono molto meno pregnanti. Questo significa che si possono fare molto più facilmente le intercettazioni in materia di mafia. Forse si dovrebbe consentire di fare la stessa cosa in materia di corruzione». Dall’ex Pm della Dda di Napoli anche un richiamo alla politica e alla necessità di interventi ad ampio raggio che rendano più trasparenti i finanziamenti ai politici e alle loro Fondazioni: «E’ grave se non sappiamo chi finanzia la politica».

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