Camorra, in carcere ex vertici della Cpl Concordia. Indagato Diana, icona antimafia. Noi siamo garantisti ed aspettiamo,pertanto,prima di pronunciarci,le sentenze.Ma il solo fatto di vedere indagato un’…..”icona dell’antimafia” ci fa sobbalzare dalla sedia e ci addolora. Quando noi diciamo che ….c’é antimafia ed ……………….“antimafia” !!!!!!!!!!!! Non si tratta di essere…..”presuntuosi” o di ritenersi…. i duri e puri,ma di salvaguardare l’immagine,l’onorabilità e la credibilità di tutta l’antimafia e,in particolare,di quelli che ci rimettono vita,soldi e quant’altro !!!!!!!!!…………………………………………….Comunque auguriamo sentitamente all’ex Sen.Diana di uscire prosciolto da ogni eventuale accusa.Restiamo sempre più convinti della necessità di ritenere ben distinti impegno associativo ed impegno politico per non avere alcuna commistione con il “potere”.La vera antimafia é quella che si fa ,intanto con la DENUNCIA perché questa qualifica chi la fa e lo rende credibile,e,poi, senza compromessi con la politica e le istituzioni !!!!!!!!!!! LIBERI DA TUTTO E DA TUTTI,SENZA LACCI E LACCIUOLI,PER POTER COMBATTERE CORRUZIONE,MALAFFARE E MAFIE DOVUNQUE ESSI SIANO !!!!!!!!!!!!

Il Fatto Quotidiano, Venerdì 3 luglio 2015

 

 

 

Camorra, in carcere ex vertici della Cpl Concordia. Indagato Diana, icona antimafia
Otto misure cautelari, di cui 6 arresti, sono state eseguite dai Carabinieri del Noe nell’ambito dell’inchiesta della Dda di Napoli sui rapporti della coop rossa con i clan dei Casalesi relativi ad appalti per la metanizzazione in vari comuni del Casertano. Fra i destinatari di un’ordinanza in carcere vi è anche l’ex presidente della Cpl, Roberto Casari, già ai domiciliari

di Vincenzo Iurillo

 

C’è anche l’icona anticamorra Lorenzo Diana, ex senatore del Pds e amico di Roberto Saviano nonché unico politico citato in positivo nel libro Gomorra, tra gli indagati dell’inchiesta della Dda di Napoli sul presunto patto tra Cpl Concordia e clan dei Casalesi per la metanizzazione dell’agro aversano. Diana risulta indagato per concorso esterno in associazione camorristica, per corruzione (già prescritta) e per abuso d’ufficio in due distinte ordinanze. Solo in una di queste il Gip ha disposto per lui una misura cautelare lieve, e solo per reati contro la pubblica amministrazione: il divieto di dimora in Campania.

All’alba i carabinieri del Noe agli ordini del capitano Sergio De Caprio hanno eseguito otto misure cautelari tra carcere e domiciliari. In manette ex dirigenti della coop rossa modenese (tra i quali l’ex presidente Roberto Casari, già finito in carcere nell’inchiesta sulla metanizzazione di Ischia), subappaltatori e imprenditori della metanizzazione compiuta nei comuni tra Casal di Principe, Casapesenna e limitrofi, il bacino Caserta 30. Secondo i pm Cesare SirignanoCatello Maresca e Maurizio Giordano, Diana avrebbe avuto un ruolo attivo nel patto tra l’impresa e la camorra, ottenendone un tornaconto in termini di rafforzamento dell’influenza politica sul territorio.

Però l’ex senatore, attualmente presidente del Centro Agroalimentare di Volla-Napoli (Caan) – su nomina del sindaco di Napoli Luigi de Magistris – non è tra gli arrestati. Diana è stato invece raggiunto da un provvedimento di divieto di dimora in Campania, per un presunto scambio di favori compiuto in qualità di presidente del Caan. Una circostanza scoperta dagli inquirenti attraverso alcune recenti intercettazioni telefoniche, disposte nei giorni in cui Cpl Concordia è finita nel ciclone dell’inchiesta sugli appalti di Ischia e nelle carte delle indagini comparvero le tracce delle vecchie frequentazioni tra Casari e Diana.

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