Camorra, i clan di Castellammare a caccia di nuovi prestanome

Camorra, i clan di Castellammare a caccia di nuovi prestanome

Tiziano Valle

La camorra stabiese a caccia di nuovi prestanome da mettere al timone di ditte pronte ad aggiudicarsi appalti pubblici e privati. Uno scenario che si è aperto dopo il pestaggio di un professionista avvenuto a Castellammare qualche mese fa. Gli investigatori sospettano che i clan abbiano cominciato a punire chi magari in passato ha avuto a che fare con la camorra, forse ottenendo favori, e oggi – dopo la scarcerazione di numerosi pluripregiudicati – si rifiuta di collaborare nella creazione di nuove imprese che servono per riciclare i soldi sporchi incassati con i traffici di droga, armi e le estorsioni.

Un’ipotesi sulla quale si sta lavorando già da qualche tempo, sempre nell’ottica di una camorra imprenditrice che condiziona l’economia reale, puntando a ottenere il monopolio nei settori d’interesse.Le ultime inchieste sul clan D’Alessandro, ad esempio, hanno svelato come la cosca controllasse totalmente il mercato ittico nell’area stabiese e avesse messo le mani anche sulla gestione delle ambulanze. Oltre a gestire attività commerciali, locali e agenzie di scommesse. Tutte aziende intestate a prestanome, ma dietro le quali a muovere i fili ci sono gli uomini di Scanzano.

Oppure, ad esempio, come il clan Cesarano avesse il controllo totale del mercato dei fiori di Pompei, dove imponeva il proprio servizio di trasporto agli imprenditori floricoltori. Chi si ribellava al sistema – confermano le indagini e le sentenze – veniva pestato a sangue. E ancora come lo stesso clan di Ponte Persica imponesse nei bar della zona le slot machine dell’azienda gestita da un imprenditore vicino alla cosca.Che la camorra stabiese – tanto il clan D’Alessandro, quanto i Cesarano – abbia sviluppato un’anima imprenditoriale è dunque un dato acquisito.

E secondo gli investigatori, che non hanno mai smesso d’indagare sui due gruppi criminali, la pandemia, la crisi economica e la scarcerazione di alcuni pluripregiudicati avrebbero addirittura spinto i clan a puntare molto di più sui sistemi di riciclaggio dei soldi sporchi, attraverso la costituzione di nuove ditte e società.Imprese che vanno intestate a persone al di sopra di ogni sospetto, da reclutare evidentemente tra quelle ritenute fidate e pronte a scendere a patti con la camorra. Una necessità, soprattutto se si ambisce agli appalti pubblici, dove oggi i controlli sono più serrati rispetto al passato. Per questo motivo si punta su professionisti, che magari in passato hanno avuto a che fare con la malavita. E quando il rifiuto di sporcarsi le mani da parte dei possibili prestanome non è previsto, la camorra usa le maniere forti.

Fonte:https://www.metropolisweb.it/2022/08/20/castellammare-clan-stabiesi-caccia-nuovi-prestanome-sospetto-pestaggio-un-professionista/

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