Camorra. Fiumi di droga e ‘amnesia’ dall’Olanda. Mazzata al clan Contini

TRAFFICO INTERNAZIONALE DI DROGA
Camorra. Fiumi di droga e ‘amnesia’ dall’Olanda. Mazzata al clan Contini
Eseguite ben 33 ordinanze di custodia cautelare: coinvolti i boss Aieta, Bosti e Tolomelli

di REDAZIONE

NAPOLI. Una indagine sprint quella che la Procura di Napoli ha voluto condurre per il clan Contini e per un gruppo di trafficanti internazionali che dall’Olanda gestivano il traffico di droga con patti trasversali fino ad arrivare a Napoli. La Dda ha infatti chiuso le indagini preliminari. Questo vuol dire che a breve partiranno i 415 bis che decreteranno l’avvio del processo. Fiumi di droga dal l’Olanda e lungo l’asse Italia Spagna-Colombia, tra cui la terribile “amnesia” che spappola i cervelli, permettevano ai ras del clan Contini di condurre una vita lussuosa tra Rolex, barche e serate in posti da vip. A capo della holding c’era Antonio Aieta, cognato del boss detenuto Eduardo Contini “’o romano”, che si avvaleva di due luogotenenti: Ettore Bosti “’o russo, figlio di Patrizio “’o Patriziotto”, e Vincenzo Tolomelli, pregiudicato di lungo corso originario dei Quartieri Spagnoli.

Per anni un esercito di una cinquantina di persone ha trafficato sostanza stupefacente, ma ieri mattina è giunta la resa dei conti. Con un’operazione dei carabinieri del Ros e del Nucleo investigativo di Napoli, con il coordinamento della Dda, sono state seguite ben 33 ordinanze di custodia cautelare su 35 emesse dal Gip del Tribunale di Napoli. Contemporaneamente la Guardia di finanza ha sequestrato beni per 20 milioni di euro ad alcuni indagati. L’indagine è cominciata nel 2011 e ha permesso di capire che nel clan Contini, con base all’Arenaccia ma ramificazioni in vari quartieri fino a Secondigliano e Giugliano, i vertici si erano resi conto che le estorsioni non bastavano più a garantire il sostentamento delle famiglie dei detenuti. Così è partita l’organizzazione di un vasto traffico di droga e inquirenti e investigatori si sono imbattuti nei personaggi di maggiore spicco allora in libertà, a cominciare da Antonio Aieta ed Ettore Bosti.

L’inchiesta ha anche dato la conferma sull’alleanza tra gli uomini del boss “’o romano” e i Piccirillo della Torretta, tra l’altro imparentati con i Licciardi dell’Alleanza di Secondigliano. Intercettazioni telefoniche e ambientali hanno portato alla luce l’esistenza di un’associazione “strutturata e armata, finalizzata al traffico e allo spaccio di droga; un canale di approvvigionamento della sostanza a Vasto in provincia di Chieri; il controllo da parte del clan Contini del fiorente mercato di “amnesia”, un tipo di marijuana il cui effetto viene aumentato con gocce di metadone e altre sostanze tossiche in un cocktail micidiale; due piazze di spaccio protette da “vedette” al Vasto, all’Arenaccia, San Giovanniello e al “Buvero”, il borgo Sant’Antonio Abate, con a capo Antonio Aieta coadiuvato da Ettore Bosti e Vincenzo Tolomelli; l’esistenza di una cassa comune,con i proventi del narco-traffico reinvestiti nell’acquisto di ulteriori partite di polvere bianca e“fumo”; il ruolo di cerniera tra la cosca napoletana e un esponente della ‘ndrangheta di un imprenditore del settore floreale, FeliceBarra.

FONTE: IL ROMA

24/06/2016

fonte:www.internapoli.it

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