Camorra: estorsioni a un imprenditore a Minturno, sgominata nuova frangia del Clan dei Casalesi. GRAZIE AI CARABINIERI DI AVERSA !!!!

Camorra: estorsioni a un imprenditore a Minturno, sgominata nuova frangia del Clan dei Casalesi

13 marzo 2018

Di Saverio Forte

MINTURNO – Che il clan dei Casalesi si stesse riorganizzando dopo l’arresto di Michele Zagariaè un fatto noto e risaputo. Un po’ meno la scelta della fazione storicamente riconducibile a Francesco Bidognetti, “Cicciotto e mezzanotte” che, forse, stava cambiando pelle per diventare più autonoma sul piano operativo ed economico. E per farlo aveva assunto anche una nuova denominazione, “Nuova Gerarchia Casalese”. E’ quanto si evince dall’ultima brillante operazione anti camorra dei Carabinieri del Reparto territoriale di Aversa che, agli ordini del tenente Colonnello Antonio Forte (originario di Castelforte), hanno eseguito sette misure cautelari – cinque in carcere e due divieti di dimora nella regione Campania – emesse dal Gip del Tribunale di Napoli su richiesta dei Pm della Direzione distrettuale antimafia del capoluogo campano.

Gli arresti sono stati eseguiti nelle province di Caserta, Napoli, Avellino, Nuoro e Pavia e hanno riguardato, dopo un anno mezzo di indagini, alcuni affiliati alla componente capitanata dal fratello di Francesco Bidognetti, Michele, di 57 anni, tuttora recluso nel carcere di Voghera. E le accuse sono quelle tradizionali: associazione per delinquere di stampo mafioso, estorsione, detenzione e ricettazione di armi da guerra, di armi comuni da sparo e di materiale esplosivo, tutte utilizzate, insieme alle munizioni e ordigni esplosivi fabbricati artigianalmente, per compiere azioni intimidatorie nei confronti di imprenditori vittime delle richieste estorsive. Questa nuova frangia del clan dei Casalesi aveva deciso di espandersi – contrariamente al solito – a sud, sfiorando i comuni di San’Antimo e Giugliano, a nord di Napoli, e portando un nuovo attacco nel sud-pontino.

Non solo, dunque, Casal di Principe, Parete, Mondragone e Cellole ma anche Minturno. Qui gli altri quattro arrestati, Massimo Parente, di 42anni, Emanuele Gatto, di 23 anni, Vittorio Giarnieri, di 25 anni e Luigi Moschino, di 23 anni, tra il dicembre 2016 ed il gennaio successivo avrebbero taglieggiato un imprenditore edile di Napoli, impegnato nei lavori di ristrutturazione e riqualificazione di un palazzo condominiale, di somme di 2000 e 20.000 euro. E queste richieste, sotto la minaccia di armi – ora sequestrate – sarebbero state effettuate in due incontri cui dovette partecipare il costruttore in un podere agricolo di Mondragone. Le indagini dei Carabinieri hanno inoltre appurato che i proventi delle estorsioni finivano nella disponibilità del moglie di Michele Bidognetti, Alessandra Capoluongo, di 48 anni, che, unitamente alla fidanzata del figlio, Girolama Schiavone, di 41 anni, non potrà risiedere nel territorio campano.

 

Fonte:http://www.temporeale.info

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