Camorra e soldi a Roma

 

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14/01/2016 

BLITZ NELLA CAPITALE

Camorra, la Finanza sequestra il “tesoro” del boss Criscuolo 

Si tratta di un pregiudicato napoletano residente a Roma che appartiene al clan Mariano. Sigilli anche un lussuoso “Bed & Breakfast” vicino l’Università di Tor Vergata 

finanza

Quote e patrimonio aziendale di una srl con sede a Roma; 6 stabili ubicati nella capitale; 5 auto; quote di una società in provincia di Napoli; conti correnti bancari e postali; azioni. È un “tesoro” da oltre 2,3 milioni di euro quello sequestrato dai finanzieri del Comando provinciale di Roma a Giuseppe Criscuolo, 65 anni, pregiudicato napoletano appartenente al clan di camorra Mariano, residente nella capitale e, da tempo, in contatto con esponenti di spicco della criminalità campana attivi su Roma. Di particolare spicco, tra tutti i beni, è la società capitolina proprietaria di un avviato “Bed & Breakfast” nelle immediate vicinanze dell’Università di “Tor Vergata”. Il complesso, di recente realizzazione e costituito da due unità con annessa piscina, sarà da oggi gestito dagli amministratori giudiziari nominati dal Tribunale. Il provvedimento, eseguito dai militari del Gico (Gruppo investigazione criminalità organizzata) del Nucleo di polizia tributaria di Roma, giunge al termine di complesse indagini di polizia economico-finanziaria, coordinate dalla locale Direzione distrettuale antimafia.

 

L’impero del boss Criscuolo, condannato per una vasta serie di reati, tra cui associazione di stampo mafioso, risulta avere precedenti per usura, omicidio volontario tentato, sequestro di persona, rapina e traffico di sostanze stupefacenti. Le Fiamme gialle hanno accertato come l’uomo – già in passato destinatario di misure di prevenzione – avesse “accumulato, nel corso del tempo ed in maniera occulta , un significativo patrimonio mobiliare ed immobiliare, del tutto incongruente rispetto alla propria capacita’ contributiva ed a quella dei suoi familiari conviventi”. Tale “sproporzione”, unita alla sua “pericolosità sociale”, ha permesso di richiedere – ai sensi del Codice antimafia – il sequestro finalizzato alla confisca dell’intero patrimonio a lui direttamente o indirettamente riconducibile.

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