Camorra. Clan in crisi. Si pente Barone, gregario di Zagaria: chiese il pizzo al sindaco di Casapesenna

Camorra. Clan in crisi. Si pente Barone, gregario di Zagaria: chiese il pizzo al sindaco di Casapesenna
Il Mattino, Mercoledì 13 Luglio 2016

Camorra. Clan in crisi. Si pente Barone, gregario di Zagaria: chiese il pizzo al sindaco di Casapesenna

di Marilù Musto

Casapesenna. C’è un nuovo collaboratore giustizia: si tratta di Michele Barone, gregario del boss Michele Zagaria del clan dei Casalesi, colui che avrebbe chiesto l’estorsione all’attuale sindaco di Casapesenna, Marcello De Rosa impegnato nella costruzione di 50 villette a Castelmorrone del valore di sei milioni di euro. Condannato in primo grado, Michele Barone, 43 anni a breve, era uno degli ultimi fedelissimi del boss Zagaria, residente proprio a Casapesenna. La scorsa settimana è stato ascoltato dai pubblici ministeri Maurizio Giordano, Alessandro D’Alessio e Catello Maresca della procura Antimafia di Napoli e ieri la famiglia è stata allontanata dal Comune di Casapesenna per essere poi portata in una località protetta. Dopo il pentimento di Giuseppe Misso, quello di Barone fa cadere l’ultima certezza del capo dei capi della camorra, l’ergastolano Zagaria definito «Capastorta». Barone, per nome e per conto di Zagaria, aveva imposto il pizzo da 35mila euro, divisa in due tranche, per complessivi 20mila euro. L’estorsione era stata chiesta prima della cattura di Zagaria. Poi, nel 2012, c’era stata la cattura di Barone nell’ambito dell’operazione «Thunderball». Operazione eseguita su ordine della magistratura a cui si era giunti anche grazie alle dichiarazioni del

Archivi