Camorra, Casalesi: Pasquale Zagaria resta agli arresti domiciliari, la Procura dice no

LA Repubblica, 5 SETTEMBRE 2020

Camorra, Casalesi: Pasquale Zagaria resta agli arresti domiciliari, la Procura dice no

Parere contrari alla proroga è stato espresso dai magistrati napoletani. Ma il boss non rientrerà in carcere

di RAFFAELE SARDO

La procura distrettuale di Napoli ha espresso il parere contrario  alla proroga degli arresti domiciliari di Pasquale Zagaria. Ma, nonostante questo, il boss, detto “Bin Laden”, fratello del capoclan di Casapesenna, Michele, non rientrerà in carcere. Sarà, infatti,  la Corte Costituzionale a decidere il suo rientro in carcere dopo che  il Tribunale di Sorveglianza di Sassari ha sollevato eccezione di illegittimità costituzionale del decreto (29/2020),  per frenare la scarcerazione di malavitosi durante la pandemia.

I giudici hanno accolto la questione avanzata dai legali di Zagaria, che sostengono l’incostituzionalità del “decreto Bonafede” perché limiterebbe l’autonomia e l’indipendenza dei giudici, riducendo il loro potere di valutazione in merito alla decisione di revocare i domiciliari e perché realizzerebbe un’illegittima ingerenza del potere esecutivo-legislativo in quello giurisdizionale.

Pasquale Zagaria è attualmente in  un ospedale della Lombardia, per curarsi una grave neoplasia diagnosticata a fine ottobre 2019. E’ stato posto agli arresti domiciliari nell’aprile scorso per motivi di salute per l’indisponibilità delle strutture sanitarie sarde, tutte riconvertite e destinate all’emergenza Covid.
Al momento sono complessivamente 112 boss ancora liberi che il decreto Bonafede non è riuscito a riportare in cella.

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