Calabria: una situazione tragica. Il Procuratore De Raho: ” La ndrangheta può inquinare il voto”

Il procuratore capo della Repubblica a Reggio Calabria, Federico Cafiero De Raho, lo ha detto senza mezzi termini: “C’è un elevato pericolo di contaminazioni e inquinamento”, di collusione, insomma “tra ‘ndrangheta e politica, data la pericolosità delle infiltrazioni, che sono a livelli altissimi”. E dato che le prossime elezioni il Calabria sono fissate a brevissimo – il 23 novembre le regionali e il 26 ottobre quelle per il rinnovo dell’amministrazione comunale di Reggio Calabria – l’allarme lanciato oggi durante un’audizione del procuratore davanti alla Commissione parlamentare antimafia, non è da poco. “La ‘ndrangheta ancora comanda e controlla il territorio in modo talmente pressante da condizionare l’espressione del voto. Il nostro sforzo per le prossime elezioni sarà di sostenere il voto libero attraverso controlli frequenti che possano consentire al cittadino di esprimersi liberamente e di ostacolare forme di condizionamenti e di intimidazioni da parte della ‘ndrangheta”, ha chiarito il procuratore De Raho. “E’ necessario – ha proseguito Cafiero De Raho – che la politica si muova e sostenga un percorso di cambiamento che si sta verificando a Reggio Calabria. La ‘ndrangheta decenni anni fa era silenziosa, non
aveva contrasto da parte delle istituzioni ma delle sponde. Da tempo le cose sono cambiate e questo è avvertito dalla gente”. Il presidente della Commissione Antimafia, Rosy Bindi, rispondendo al procuratore, ha assicurato che la Commissione “segnalerà agli organi competenti la necessità di rafforzare le vostre sedi, dotandole di strumenti e personale. E’ giusto fare la nostra parte perché Reggio Calabria e la Regione possano avere vertici che non debbano rendere conto a nessuno, men che meno ai poteri mafiosi”. Bindi ha quindi annunciato che la Commissione parlamentare Antimafia rafforzerà il Codice etico per la formazione delle liste. “La Commissione nella precedente legislatura – ha detto Bindi – aveva elaborato un codice etico per formare le liste che vorremo rafforzare già a partire dalla prossima settimana. Credo sia giusto – ha aggiunto – presentare il nuovo codice etico a Reggio Calabria. Non è uno strumento cogente, ma può smuovere le coscienze, affinché si sentano impegnate a fare liste specchiate con persone che non vogliono voti della mafia e della ‘ndrangheta. E’ emblematico e simbolico – ha concluso Bindi – che la commissione Antimafia faccia la sua parte. La nostra collaborazione può essere importante”. Cafiero De Raho si è poi soffermato sul Fondo di solidarietà per le vittime di estorsione ed usura, sottolineando che “la normativa non soddisfa, perché consente una sospensione della scadenza sui debiti solo per 300 giorni, senza possibilità di proroga”. “Bisogna intervenire e dare sì ragione al creditore ma dando un aiuto effettivo alla vittima di estorsione e usura. Il sussidio alla vittima infatti arriva con molto ritardo e a scaglioni così il soggetto non è in grado di pagare il creditore e al termine dei 300 giorni la capacità della vittima di fare fronte ai crediti non è ristabilita”. Rispondendo infine ad una domanda di un parlamentare sulla nuova formulazione del 416 ter, il procuratore ha risposto che “le indagini attuali le fanno sulla base del 416 bis ma laddove ci sono i presupposti ci sarà più facile lavorare, sicuramente”. (ANSA).

Archivi