Caccia agli elenchi degli iscritti, La mossa di Bindi agita i massoni

Caccia agli elenchi degli iscritti, La mossa di Bindi agita i massoni

 

Il Corriere della Sera, Venerdì 20 Gennaio 2017

Caccia agli elenchi degli iscritti
La mossa di Bindi agita i massoni
Grande Oriente d’Italia, Antimafia pronta al sequestro. Loro: «I nomi saranno tutelati?»

di Fabrizio Caccia

ROMA Ora i «fratelli» sono tutti preoccupati, dice Stefano Bisi, Gran maestro del Grande Oriente d’Italia, la comunione massonica più vasta del nostro Paese, con le sue 850 logge e i quasi 23 mila iscritti. Rosy Bindi, la presidente della commissione parlamentare Antimafia, sembra decisa a far sequestrare entro fine mese(dalla Guardia di Finanza) gli elenchi del Grande Oriente d’Italia per chiarire i rapporti tra mafia e massoneria, specie in Sicilia, dalle parti di Castelvetrano, la terra di Matteo Messina Denaro, il capo dei capi di Cosa Nostra, dove da anni, insieme alle zagare, fioriscono anche le logge.

Il Gran maestro

«Ma chi ci garantisce che tutti i nomi presenti nei nostri elenchi verranno effettivamente tutelati? — protesta il Gran maestro Bisi —. Se uno è massone e lo vuole dire pubblicamente, d’accordo. Ma se uno non lo vuol dire, perché dev’essere obbligato? In Italia, mi pare, esiste il diritto alla privacy…».

I diritti

Già, diritto sacro e inviolabile. Anche se i massoni del Terzo Millennio ormai vanno in televisione, scrivono libri, organizzano convegni e appongono grandi targhe sui loro portoni («Avete visto la scritta che abbiamo messo davanti alla sede di Milano, vicino alla Stazione Centrale? Se la batte con la pubblicità dello Stock 84…», Bisi dixit). Insomma, la segretezza è diventata un optional. Tanto che quando è stato arrestato il «fratello» Giulio Occhionero con l’accusa di aver rubato migliaia di file dalle mail di politici e manager di Stato, oltre a essere entrato nei sistemi informatici di numerose aziende, in molti hanno sentito il bisogno di rilasciare interviste a giornali e tv.

Il caso Cyberspionaggio

Ora invece si dicono preoccupati: «Se escono gli elenchi, specie in una città papalina come Roma, con un’antica tradizione antimassonica, sono in tanti a temere conseguenze, qualcuno potrebbe finire addirittura licenziato…», afferma l’ingegner Giacomo Manzo, 90 anni, membro del Goi del Lazio, che dopo lo scandalo dei presunti cyber spioni non ha voluto comunque lasciare la loggia «Paolo Ungari-Nicola Ricciotti – Pensiero e azione» di Roma, di cui era stato «maestro venerabile» proprio Occhionero, ancora a Regina Coeli.

L’accostamento

L’accostamento massone-mafioso, però, lo trovano offensivo: «Noi a Castelvetrano – dice il Gran maestro del Goi – abbiamo una sola loggia, la “Francisco Ferrer”, composta di 40 fratelli. E sono già stati loro, spontaneamente, a consegnare alla Digos i registri. Ma io non mi posso portare il peso sulle spalle anche di quelli che non conosco: in Italia ci sono almeno un’ottantina di altre obbedienze massoniche e sta alla polizia, alla magistratura, andare a scandagliarle. Noi che c’entriamo?».

La privacy

Si mette sulla stessa lunghezza d’onda Gioele Magaldi, Gran maestro del Grande Oriente d’Italia Democratico, movimento massonico d’opinione, di natura più trasversale e sovranazionale: «Le comunioni massoniche sono tutte associazioni legali — obietta Magaldi, autore nel 2014 del libro Massoni società a responsabilità illimitata — e lo stato di diritto che si vuole garantire con la lotta alla mafia si tutela pure con il rispetto della privacy di chi troppo spesso in Italia è stato oggetto di demonizzazione e caccia alle streghe. I mafiosi, peraltro, si possono annidare anche in organizzazioni religiose, cui però non si chiedono liste…».

«E già — ancora il Gran maestro Bisi — ci vedono come tanti piccoli Licio Gelli che stanno sempre a tramare nell’ombra coi loro guanti e coi loro grembiulini. Invece non sapete niente di noi, delle nostre raccolte fondi per illuminare il campo sportivo di Norcia o per ricostruire il liceo musicale di Camerino. E non ci sono logge, badate!, a Norcia e a Camerino. La fratellanza, da sempre, vuol solo dare una mano al mondo e lavorare per la gloria del grande architetto dell’universo, il Dio che ogni massone si porta dentro…».

I fratelli dentisti

Addirittura si vanta perché c’è una nuova iniziativa, quella del camper odontoiatrico dei «fratelli dentisti» pronto a partire oggi stesso da Torino per girare l’Italia offrendo cure gratis ai profughi, «ma la burocrazia ce lo impedisce». E tanto basta a dimostrare che di segretezza neanche a parlarne visto che gli appuntamenti sarebbero nelle piazze.

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