Bufera al Comune di Frosinone. Indagano Guardia di Finanza e Carabinieri

Va avanti spedita l’inchiesta aperta dalla Procura su presunte tangenti nell’ambito della gestione di lavori commissionati dal Comune di Frosinone. Nel mirino degli investigatori, Guardia di Finanza e carabinieri, sono finiti appalti relativi a interventi di sistemazione e riparazione eseguiti su alcuni immobili pubblici. L’attenzione degli investigatori non è concentrata solo su opere realizzate al cimitero, al Palazzo di Giustizia e in alcune scuole del capoluogo. Le verifiche, infatti, come trapelato da autorevoli fonti investigative, stanno riguardando anche lavori effettuati sulle strade, «tutto ciò che rientra nella manutenzione ordinaria e straordinaria di competenza del Comune», spiegano gli inquirenti, che comunque mantengono il più stretto riserbo.
L’inchiesta avviata dalla magistratura del capoluogo è tornata in primo piano per la decisione del Gip che, su richiesta del Pm titolare del fascicolo, Adolfo Coletta, ha disposto il sequestro preventivo di beni, mobili e immobili, dei due indagati, entrambi dipendenti comunali del settore Manutenzione, di cui uno in pensione da poco. L’ammontare dei beni posti sotto sequestro ammonta a qualche centinaio di migliaia di euro, anche se il loro valore effettivo sarebbe ancora da quantificare nei dettagli in quanto, nel caso degli appartamenti, sarebbe stato considerato quello catastale. Il gip ha ordinato il ”blocco” di diversi beni: complessivamente si tratta di tre auto, due appartamenti, uno a Terracina e l’altro a Frosinone, una barca ormeggiata nella stessa città pontina, e conti correnti. Il tutto nelle disponibilità degli unici due iscritti sul registro degli indagati: nei loro confronti, il sostituto procuratore ha ipotizzato il reato di concussione. Per gli investigatori, avrebbero beneficiato di soldi, tangenti, che avrebbero poi determinato il valore dei beni da sequestrare. Le verifiche del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza, guidato dal capitano Giovanni De Luca, e dei carabinieri, però, sono concentrate anche su alcune ditte, poco meno di una decina. Nell’ambito della stessa inchiesta, infatti, sono state eseguite alcune perquisizioni, materiale è stato prelevato anche nella sede del settore Manutenzione del Comune di Frosinone. E’ stata acquisita documentazione relativa a gare d’appalto, ma anche fatture e mandati di pagamento emessi dall’ente per liquidare il costo di lavori affidati ad alcune imprese. Carte passate al setaccio da finanzieri e carabinieri. L’ipotesi portata avanti dagli inquirenti è che alcune fatture sarebbe state ”gonfiate” rispetto al reale importo degli interventi, i cui costi sostenuti dall’ente avrebbero così subito delle maggiorazioni.
Stefano De Angelis

(Tratto da Il Messaggero)

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