Bruciate 3 macchine della famiglia del Sindaco di Terracina. A che punto ci hanno portato!

NON UNA, MA ADDIRITTURA TRE: A FUOCO LE AUTOVETTURE DELLA FAMIGLIA DEL SINDACO NARDI DI TERRACINA

Un avvertimento o una vendetta di chiaro stampo mafioso.

Saranno le indagini a stabilire di cosa si tratta.

Ma una cosa dovrebbe essere certa: da ora in avanti il Sindaco Nardi non potrà continuare a sostenere che a Terracina… non c’è mafia.

E di mafia ce n’è ed anche tanta.

I negozi, i ristoranti, gli alberghi, gli stabilimenti balneari, vecchi siti industriali, gli appartamenti, le ville e chi più ne ha più ne metta.

Molti già accaparrati, altri nel mirino.

Per non parlare dei lavori, privati e pubblici. Degli appalti.

Delle imprese, dei lavoratori dipendenti.

E l’usura.

Verrebbe voglia di ripetere con Rita Bernardini dei radicali quello che è stato detto del centro della Capitale, con qualche adattamento:

“A Terracina si parla troppo ‘napoletano’”.

“Napoletano” nel commercio, “napoletano” nell’edilizia, “napoletano” nella ristorazione, anche se non è giusto generalizzare.

Ma di “napoletano” ce n’è troppo in giro.

A Terracina ed altrove.

Se è vera la notizia che si parlerà “napoletano” anche sul lido di Fondi, dove si dice che dovrebbe sorgere un nuovo villaggio sull’unica parte di duna rimasta libera, allora veramente l’intero territorio del sud pontino potrebbe essere considerato una periferia di Napoli e della Campania.

Terracina, vicina a Fondi, non è nuova al fuoco.

Fuoco ce n’è stato nel recente passato ed anche tanto.

Ora il fuoco ha colpito la famiglia del Sindaco, con tre macchine in un botto.

Tre, ripetiamo.

E speriamo che finisca qua, perché, se si tratta di “avvertimento”, non è fuori luogo sospettare che se il messaggio non dovesse essere accolto, potrebbe seguire dell’altro.

A che punto ci hanno portato!!!

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