Bruciata l’auto all’avvocato della cronista sotto scorta.E’ SUCCESSO A GAETA,LA CITTA’ NELLA QUALE NESSUNO VEDE,NESSUNO SENTE,NESSUNO PARLA.UN’OMERTA’ PEGGIORE DI QUELLA CHE SI RISCONTRA NEI PAESI DELL’ESTREMO SUD.CHE VERGOGNA

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La Repubblica, Giovedì 27 aprile 2017

Bruciata l’auto all’avvocato della cronista sotto scorta
E’ successo a Gaeta, due giorni prima il legale aveva accompagnato Federica Angeli a testimoniare

di STEFANO COSTANTINI

Nella notte tra domenica e lunedì nel centro di Gaeta sono state incendiate alcune auto, tra cui anche quella dell’avvocato che difende i giornalisti di Repubblica e dell’Espresso, il penalista romano Paolo Mazzà. Il legale, sentito dalla polizia, come gli altri proprietari delle quattro macchine date alle fiamme, ha spiegato di non avere attriti con nessuno, di non avere alcun sospetto sulle motivazioni alla base di quel gesto ostile che per lui rimane “inspiegabile”. L’unica cosa che ha portato all’attenzione degli investigatori e che potrebbe, forse, giustificare un atto simile nei suoi confronti, è il suo lavoro.

“Non ho potuto escludere che questo episodio possa avere qualche attinenza con la mia professione”, ha spiegato Mazzà agli agenti del locale commissariato. E dunque potrebbe avere a che fare con le difese dei giornalisti di Repubblica e dell’Espresso, di cui diversi sotto scorta per minacce, “tra cui la cronista romana Federica Angeli “.
Due giorni prima, infatti, come segnalato nella sua denuncia, l’avvocato aveva accompagnato la nostra collega Federica Angeli, da anni sotto scorta perché testimone oculare di un agguato tra clan rivali sul litorale, a un interrogatorio.

Il legale aveva viaggiato con lei sull’auto blindata fino a Ostia e poi, da lì, era partito per passare il ponte del 25 aprile a Gaeta. E due giorni dopo, nel cuore della notte, la sua macchina e altre tre sono state date alle fiamme.

Ieri ad Angeli è arrivata la solidarietà dell’Ordine dei giornalisti che ha parlato di “nuove, reiterate e preoccupanti intimidazioni ” e quella della Federazione nazionale della stampa che ha stigmatizzato i “segnali inquietanti “, precisando che “spetterà agli inquirenti condurre le indagini, ma non vi è dubbio che siamo in presenza di avvertimenti da non sottovalutare “.
Per questo la Fnsi ha annunciato l’intenzione di chiedere un incontro con il ministro dell’Interno, Marco Minniti, “per valutare non solo la situazione di Federica Angeli, ma anche di tutti gli altri giornalisti minacciati”.

La Federazione ha anche deciso, in occasione della Giornata mondiale della libertà di stampa il prossimo 3 maggio, con iniziative già programmate a Reggio Calabria, Torino e Milano, “di porre al centro della giornata le storie dei cronisti sotto la minaccia della criminalità”.
Anche il Comitato di redazione di Repubblica ha espresso la solidarietà, sottolineando “l’ennesimo atto di intimidazione nei confronti della collega Angeli. Ma è certo che il suo impegno non verrà meno nonostante i continui tentativi di mettere a tacere il suo lavoro di denuncia “.

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