BRAVO PRESIDENTE !

BRAVO PRESIDENTE!

E’ la prima volta, da una decina di anni in qua, nella storia politica di questo Paese che sentiamo dire pubblicamente da un Presidente del Consiglio dei Ministri che la lotta alle mafie è una priorità.

Lotta alle mafie, non bazzecole.

Le parole di Monti durante il dibattito sulla fiducia alle Camere ci hanno fatto esultare per la prima volta dopo vari quinquenni di silenzi, di furberie, di discorsi tortuosi ed ingannevoli.

Finalmente abbiamo sentito parole giuste, propositi lodevoli, che ci incoraggiano a continuare con maggiore lena il nostro impegno.

Bando ai bla bla, alla retorica, alle distorsioni, all’inganno.

La lotta alle mafie si fa sul piano finanziario ed economico.

E’ quanto esattamente noi, spesso in piena solitudine, stiamo sostenendo da dieci anni, dal momento cioè della nostra nascita.

Migliaia di arresti non sono serviti a scalfire minimamente la potenza di una mafia imprenditrice e politica che ha avuto modo, per l’ottusità e la complicità di larga parte delle nostre classi dirigenti e della nostra opinione pubblica, di espandere le sue radici fino ad intaccare irreversibilmente e profondamente il tessuto intero del nostro Paese.

Non ce l’abbiamo con le forze di polizia che, poverette, hanno agito su input, su comando di chi, al centro, dispone, legifera, ordina.

Finora la lotta alle mafie è stata fatta ai livelli bassi, quasi mai toccando i piani superiori.

Il capo dei capi, si definiva l’analfabeta Totò Riina e si esultava al momento della sua cattura, senza rendersi conto di meritarci, così facendo, il più spregevole degli appellativi.

Monti per la prima volta ha detto le cose come stanno.

Il nuovo Presidente del Consiglio ha detto in sostanza che se non si alza lo sguardo in sù, verso le vere mafie – taluni imprenditori, alcune banche, certi professionisti, esponenti politici e delle istituzioni, cittadini corrotti – e si continuerà ad attaccare solamente l’ “ala militare” delle mafie, finiremo per trasformare l’Italia irreversibilmente in un Paese criminale. , come in talune parti del sud America e dei Balcani.

Ci manca ancora poco.

Non si può continuare a vivere fra corruzione, bunga bunga, ricatti, imbrogli, ruberie, scandali quotidiani, con un’economia basata per una parte significativa su capitali sporchi, su un sistema finanziario corrotto e corruttore e che non consente alle gente per bene, a chi vuol lavorare in maniera pulita, di vivere ed operare.

Si apre da oggi una fase nuova.

Bisogna ripulire il sistema.

Bisogna cominciare a colpire le vere mafie, quelle politiche ed imprenditrici, non solo i soldati..

Bisogna cominciare a far sì che ritorni lo Stato di diritto, quello costruito in decenni, con tanto sangue dei nostri nonni e dei nostri genitori, con tanto impegno quotidiano speso in decenni da molti di noi che abbiamo creduto da ragazzi ai valori della legalità e della democrazia, senza padroni.

Da oggi in avanti, confortati dalla determinazione manifestata, almeno a parole, dal capo del nuovo governo, raddoppieremo l’impegno riposizionando le artiglierie, concentrando il fuoco sugli obiettivi reali, non più su quelli che ci sono stati indicati da un sistema d’informazione mistificatorio e mistificatore, da soggetti interessati al mantenimento dello statu quo e de “ o sistema”.

Noi non siamo contro le istituzioni.

Anzi, è tutto il contrario.

Lo abbiamo dimostrato e lo dimostriamo ogni giorno non facendo dell’antimafia parolaia, retorica, che rischia di apparire come affarismo, in procacciamento di denari pubblici o di carriere politiche.

Noi intendiamo per antimafia un lavoro serio, vigile, costante sui territori e una collaborazione costante con tutti coloro che, come noi, sono impegnati seriamente a lottare contro il sistema criminale, forze dell’ordine e magistratura in primis, , le quali non possono e non debbono essere lasciate sole in trincea, peraltro senza risorse e mezzi.

E collaborazione concreta, non solo a parole.

Forze dell’ordine e magistratura che vanno aiutate, non a chiacchiere, oltre che con le risorse necessarie, anche con segnalazioni, denunce, relazioni, rapporti, con nomi e cognomi.

E, se, per caso, come avviene talvolta, nel loro seno si nascondono qualche elemento infedele o qualche corpo morto, questi vanno individuati, isolati e colpiti, non ledendo mai l’immagine ed il prestigio dell’Istituzione.

Noi lo abbiamo sempre fatto e lo faremo sempre di più perché non vogliamo che per qualche imbecille o per qualche corrotto ne soffra lo Stato di diritto che noi abbiamo contribuito e continuiamo ogni giorno a formare e che difendiamo con il pugnale in bocca.

Contro i mafiosi ed i delinquenti che stanno distruggendo ogni prospettiva per l’avvenire dei nostri figli e dei nostri giovani.

E della nostra cultura.

Ecco perché noi talvolta possiamo apparire inflessibili, cattivi anche, quando apriamo la polemica, come stiamo facendo in queste settimane nei confronti, ad esempio, di alcuni responsabili della Guardia di Finanza della provincia di Latina, corpo che va, secondo noi, tutto rivisitato, comune per comune, e ristrutturato, eliminando quei corpi morti e quelle aree di inefficienza cui poco prima abbiamo fatto cenno.

Confidiamo molto nella nuova Ministro dell’Interno, la Dottoressa Cancellieri, che sappiamo essere un’eccellente servitrice dello Stato, sensibile, competente e determinata, non una parolaia, un’attrice o un’intrattenitrice di spettacoli o di feste in.

In qualche relazione riservata abbiamo informato qualcuno, al centro, di alcune criticità che chiediamo di eliminare proprio per il bene stesso delle Istituzioni oltre che della collettività onesta.

Vogliamo che si cominci a dare anche nelle periferie un senso e una concretezza ai propositi manifestati dal nuovo Presidente del Consiglio dei Ministri durante il dibattito sulla fiducia alle Camere in materia di lotta alla criminalità organizzata.

Noi apriamo sempre, con ampia fiducia, una linea di credito a tutti, fino a prova contraria.

Ci auguriamo di non rimanere ancora una volta delusi…

I segnali di cambiamento molte volte si vedono dalle piccole cose.

A noi non interessano i problemi dei partiti.

Siamo un’associazione antimafia e ci interessa solamente, piacendo o no a certa gente, la lotta alle mafie ed ai mafiosi.

Che non sono solamente i Riina, gli Schiavone, i Provenzano ed i quaquaraquà…

Intelligenti pauca…

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