BRANCACCIOPOLI, COSE MAI VISTE! In un minuto terreni e immobili della famiglia Del Prete passarono dal valore di un milione a 8 milioni di euro. La tangente chiesta per il PUC

BRANCACCIOPOLI, COSE MAI VISTE! In un minuto terreni e immobili della famiglia Del Prete passarono dal valore di un milione a 8 milioni di euro. La tangente chiesta per il PUC

ORTA DI ATELLA – Quello che notiamo nell’ordinanza che ha portato all’arresto di Angelo Brancaccio è la corposità dei temi e delle questioni interessanti.

Di solito, lavoriamo ore e ore, in un esercizio, a volte defatigante, di selezione di punti essenziali che si scovano dentro a fiumi di riproposizioni che hanno importanza tecnico giuridico ma che per noi e per i lettori rappresentano stucchevoli ripetizioni.

Nel caso dell’ordinanza su Brancaccio basta leggere 10 righe e di titoli ne trovi a bizzeffe. Le trovano quelli come noi che sono in grado, per quanto hanno studiato e per l’impegno certosino che hanno mostrato nell’analisi meticolosa di decione di migliaiadi carte giudiziarie, di pesare bene le notizie, inerenti a fatti di camorra soprattutto a quei fatti in cui la camorra è entrata in contatto, diventando, spesso un tutt’uno con la politica casertana.

Non è stato difficile, per esempio, trovare cose interessanti nello stralcio, che abbiamo scelto di pubblicare oggi.

Vi consigliamo vivivamente di leggere queste 3 paginette estrapolate dell’ordinanza perchè ne trarrete cognizioni di facile comprensione e sorprendenti finanche per chi aveva sempre saputo tutto sommato, che ad Orta di Atella e nell’agro aversano, succedeva le cose che succedevano.

Due i punti che ci hanno colpito maggiormente: l’aumento impressionante del valore da uno a 8 milioni di euro, avete letto bene, da uno a 8 milioni di euro, degli immobili ubicati in un’area trasformata, con il solito tratto veloce di penna, dal comune di Orta di Atella, da zone destinate ad emergenze e protezione civile ad aree produttive. Terreni ed appartamenti di proprietà dei fratelli Del Prete, precisamente di Stefano, Pio e Arcangelo, figli del patriarca imprenditoriale di famiglia Salvatore Del Prete.

L’altro episodio coinvolge la signora Antonell Bennardino, la quale afferma durante una telefonata intercettata con Michele Aletta, braccio destro di Btancaccio, che al comune gli hanno chiesto 30 mila euro di tangente per la modifica al Prg o per l’inserimento nel PUC di un suo terreno in modo da farlo diventare edificabile e quindi farlo crescere esponenzialmente di valore.

Il resto è ugualmente interessanteperchè chiarisce bene il ruolo cruciale di interfaccia, di mediatore che Aletta ha svolto rispetto a tutti quelli che volevano interloquire con Angelo Brancaccio.

Saltano fuori anche i nomi di alcuni imprenditori noti come Enzo e Massimo Perrotta e l’aversano Spezzaferri.

G.G.

QUI SOTTO IL TESTO INTEGRALE DELLO STRALCIO DELL’ORDINANZA

26/06/2017

fonte:http://www.casertace.net/

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