Botte a Gaeta fra ” napoletani” e gaetani e romani. C’è tensione e manca il controllo del territorio

“NAPOLETANI DI MERDA“, E GIU’ BOTTE A GAETA

La provocazione sarebbe stata forte e fuori luogo perché ci sono “napoletani” e “napoletani”. E, poi, perché non “casertani”?

Ma da lì a passare alle botte, però, fino a costringere una cittadina di Gaeta ad andare in ospedale, ce ne corre.

Si tratta di segnali inquietanti.

La popolazione di Gaeta non ne può più. Arriva di tutto e di più da giù.

Si dice che alcune sere fa davanti ad un bar di Gaeta vecchia, in uno scontro fra “napoletani “ e “romani” sarebbero uscite delle pistole. Una notizia non controllata, ma frutto di uno stato di esasperazione che è palpabile.

Corre voce che girino soldi falsi, che i furti siano aumentati, che il livello di educazione civica si sia abbassato paurosamente.

Manca il controllo del territorio.

Anni fa suggerimmo al dirigente del Commissariato della Polizia di Stato di controllare tutto il sistema delle compravendite immobiliari per accertare il livello di penetrazione nel tessuto economico della città della camorra. Ce n’è tanta, tanta da costringere la Direzione Nazionale Antimafia a definire Gaeta una della città più infiltrate della camorra. Parole al vento.

Poi succedono le cose che le cronache denunciano un giorno sì e l’altro pure!

Ministro Maroni, che fai? Chiacchiere?

Che sta a fare il Commissariato a Gaeta, con tutta gente per lo più campana?

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