Bombardieri: «Per combattere i clan servono forze adeguate»

Bombardieri: «Per combattere i clan servono forze adeguate»

Il procuratore di Reggio Calabria lancia un nuovo allarme: serve un potenziamento «immediato» degli organici di polizia giudiziaria, dei magistrati del giudicante e del personale amministrativo di supporti

REGGIO CALABRIA «È necessario un potenziamento immediato degli organici di polizia giudiziaria, dei magistrati del giudicante e del personale amministrativo che li supporti». Il messaggio del procuratore capo della Dda Giovanni Bombardieri è forte, chiaro e non lascia spazio a interpretazioni. Per fronteggiare in maniera seria, concreta e strutturale la criminalità nel distretto di Reggio Calabria servono uomini e mezzi.

Il ragionamento che sta alla base della richiesta, che ormai da tempo arriva dal Reggino è semplice: «Si dice sempre che la ‘ndrangheta sia l’organizzazione criminale più pericolosa per la sua pervasività e per le sue diramazioni nazionali e internazionali, per questo chiediamo che le forze siano adeguate alla battaglia che dobbiamo affrontare, che gli organici di forze dell’ordine e magistrati siano commisurati a questo. È una questione che interessa non solo il Reggino, ma tutta l’Italia» dice Bombardieri. E non sarebbe una novità perché già in passato è stato fatto. «Quando l’emergenza criminale era Cosa Nostra sono state adottate tutte le misure necessarie e i risultati sono arrivati. Noi chiediamo alle istituzioni un’attenzione verso questo territorio che si traduca in atti concreti».
Qualcosa si sta già muovendo, dice il Questore Raffaele Grassi. «Anche su sollecitazione del procuratore e mia, il capo della Polizia Franco Gabrielli sta studiando un potenziamento dell’organico della Squadra Mobile di Reggio Calabria e a breve dovrebbero arrivare rinforzi». Quando, non è dato sapere. Il piano di riorganizzazione degli uffici territoriali è in corso, ma a Roma dovrebbero aver recepito la necessità di iniettare nuove forze nei reparti in riva allo Stretto. Al momento però c’è certezza solo sulle partenze. «Non più tardi di fine marzo», conferma lui stesso, Raffaele Grassi lascerà la Questura di Reggio Calabria per andare a ricoprire l’incarico di direttore delle “Specialità”. Al momento però non è noto il nome del suo successore. Indiscrezioni avevano dato in pole Alessandro Giuliano, attuale direttore dello Sco e figlio di Boris Giuliano, capo della squadra mobile di Palermo, assassinato dalla mafia nel 1979, ma al riguardo non c’è nessuna conferma ufficiale.

 

a. c.


fonte:https://www.corrieredellacalabria.it

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