“Beppe Alfano” – Era mio Padre – Intervista a Sonia Alfano

*Claudio M. : *Sonia Alfano buongiorno, come stai?   *Sonia A. :* Bene.   *C. :* Sonia l’8 Gennaio, due giorni fa, a Barcellona Pozzo di Gotto in Provincia di Messina c’è stata la commemorazione del 17° anno della morte di Beppe Alfano, tuo padre. Ti sentiresti di raccontare chi era tuo padre e per quali ideali è morto? Come e in quali circostanze?   *S. :* *Mio padre* era una persona assolutamente normalissima con pregi, difetti, testardaggine, una persona estremamente determinata e soprattutto molto buona e molto altruista. Quello che ho potuto apprezzare, anche dopo la morte di mio padre, perché me l’hanno riferito tante altre persone, è che lui aveva un profondo rispetto per le idee altrui. Io ricordo che al suo funerale vi erano esponenti della sinistra siciliana, esponenti di spicco. Poi loro stessi mi raccontarono che più volte hanno avuto modo di confrontarsi con mio padre in quanto era un uomo di destra.   Mi raccontarono dei loro confronti, del fatto che mio padre era uno di quelli che in maniera più determinata accettava questo confronto, probabilmente perché era forte delle proprie idee. Quindi la presenza di queste persone ai suoi funerali, gli attestati di stima da parte loro sicuramente mi hanno dato un elemento in più su cui riflettere, un elemento che costruisce e che fa poi il corollario della personalità di quest’uomo. Mi ha confermato il fatto che mio padre ha avuto anche la capacità e questo credo debba essere per lui molto forte, di guardare all’interno del proprio schieramento politico, di esaminarne le criticità e di metterle in piazza.   *Lui denunciò* i suoi stessi colleghi di partito, denunciandoli pubblicamente, per questo lui fu espulso da quello che era ai tempi il movimento sociale italiano, strappandogli la tessera. Ricordo che lui propose diverse interrogazioni parlamentari che riguardavano le *truffe* ai danni dei fondi europei e le propose a quelli che erano appunto gli esponenti del movimento sociale italiano e non appena lui capì che questi personaggi lo stavano assolutamente palleggiando, lui non esitò due minuti a prendere tutti i suoi carteggi e proporre le interrogazioni agli esponenti della PDS. Insomma una persona che dal punto di vista politico ed intellettuale io ho avuto la capacità di apprezzare anche perché sono arrivati questi attestati di stima.   Se devo entrare a parlare nel privato e nell’intimo, io devo dirti che è stato un *padre straordinariamente presente*, un padre con cui puoi discutere di tutto, io ricordo che sin da ragazzina raccontavo a mio padre i miei problemi adolescenziali, da ragazzina con le prime “cottarelle”e ho trovato una persona molto attenta perché ricordo che le mie compagne invece non parlavano con i genitori ma soprattutto con il padre, invece a mio padre raccontavo tutto e lui è stato molto furbo e molto intelligente perché l’età della adolescenza è un età particolare. Io la sto vivendo io con i miei figli. Se da genitore non riesci ad intavolare con loro un bel rapporto e non riesci a farti raccontare tutto quello che riempe la vita dei figli, a questo punto ti riesce più difficile controllare la loro vita e viverne la crescita. Per cui mio padre per me è stata una persona con cui poter discutere di tutto senza dimenticare il suo ruolo. Con me e i miei fratelli è stata una persona estremamente presente si interessava, ricordo che a casa nostra molto raramente di pranzava o si cenava con la televisione accesa, perché lui voleva sapere tutto quello che si faceva a scuola, quello che si faceva con gli amici, di cosa si discuteva, è stato molto attento alle nostre amicizie, chi frequentavamo.   È una persona che a distanza di 17 anni che ancora* ti manca*, anzi posso dirti che più passa del tempo più mi manca la presenza di quest’uomo nella nostra famiglia, persona che ne ha determinato il punto fermo.   *C. :* Anche se tu probabilmente ne hai ereditato le qualità e comunque stai percorrendo la tua carriera nel solco di quello che erano i suoi ideali e i suoi principi. Al beneficio di quelli che non lo sanno, potresti raccontarci in quali circostanze è avvenuta la sua morte? E che cosa stava facendo?   *S. :* Lui intanto era un *insegnate* di educazione tecnica alle scuole medie, ha sempre avuto *l’hobby del giornalismo* proprio un pallino fisso, giornalismo soprattutto d’inchiesta, cronaca. Per cui lui a cominciato prima con le radio private, poi con alcune televisioni private, fino a quando è approdato alla carta stampata e c’è approdato perché, ricordo c’era stata l’ennesima guerra tra clan mafiosi e lui era stato l’unico in grado a leggere l’inizio di quella guerra e così comincio la sua attività con la carta stampata descrivendo il funerale blindato del figlio del capo mafia ed era una cosa molto particolare perché quello era il figlio di Pino Chiofalo detto /“Pino u sceccu”/ e quello fu un funerale blindato. Io ancora ricordo, per quanto fossi ragazzina, che lui appostato davanti la chiesa da un edificio in costruzione, raccontò questo funerale che segnava l’inizio di una guerra di mafia. Lui cominciò a scrivere di fatti di mafia, comincio ad indagare, ecco perché dico *“giornalismo d’inchiesta”*. Arrivava sempre per primo nei luoghi dei delitti, ricordo che nella zona nostra, la zona del messinese-Barcellona Pozzo di Gotto più di 120 omicidi in pochissimi anni. Io ricordo che nel 92, al 7 gennaio c’erano già 5 morti ammazzati. Quindi comunque e’ una *terra disgraziata *sotto questo aspetto, chiamata sempre provincia babba perché nulla doveva succedere in quella zona, perché serviva a garantire la roccaforte di latitanti di un certo tipo come Nitto Santapaola o Bernardo Provenzano.   Le sue indagini erano sulle *truffe* ai danni dell’Unione Europea, truffe ai danni dell’ AIMA nel campo delle arance, aveva intercettato un *traffico di armi internazionale *con i paesi del sud America, *traffico di droga, spaccio.*   Si era soffermato tantissimo sugli *appalti *del comune di Barcellona e truffe ai danni dell’ AIAS e quello che probabilmente gli è costato la vita è stato il fatto che lui è riuscito a capire da solo che la persona che abitava da qualche tempo a circa 30 metri da casa nostra e che era riverito da tutti, compreso un maresciallo dell’arma dei CC della locale stazione, che tutti quanti chiamavano a Barcellona /“lo zio Filippo”/, capì subito che quello non era lo zio Filippo, bensì *Nitto Santapaola*.   Lo racconto ad un magistrato che riteneva amico, lo racconto soprattutto ad alcuni carabinieri e su alcuni appunti che furono poi ritrovati nella memoria del suo computer, scriveva che questa persona era Nitto Santapaola e scrive soprattutto che, a suo parere, da qualche settimana tutti i venerdì sera dopo le 22:00 nei pressi di casa nostra si riunivano esponenti di spicco di una *loggia massonica* coperta da rito scozzese.   *C. : *Coperta scusa?   *S. : *Coperta da rito scozzese, è un rito molto particolare. E lui scrive nel suo computer che si riuniscono tutti i venerdì dopo le 22. Questo è un particolare agghiacciante se si pensa che mio padre è morto proprio di venerdì tra le 22.18 e le 22.22   *C. : *Ma c’è una verità processuale?   *S. :* E’ una verità processuale molto parziale, della quale noi non ci siamo mai accontentati perché nel ’99 è stato condannato a 30 anni, con sentenza definitiva, *Giuseppe Gullotti *perché ritenuto il mandante militare, cioè il boss che diede l’assenso. Nel 2006 fu condannato a 21 anni e 6 mesi, con sentenza definitiva, Antonio merlino, considerato il *killer*, cioè la mano armata. A noi però* mancano* ancora *i mandanti*, cioè i cosiddetti mandanti di terzo livello, coloro i quali hanno voluto questo delitto perché mio padre, cosi come riportato da pentiti del calibro di Di Matteo e  di Brusca, aveva rotto le palle in quel territorio – scusate il termine ma riportano proprio questa parola – e che si fece una riunione a S.Giuseppe Jato alla presenza dei Corleonesi. I Barcellonesi andarono lì, nella persona di Giuseppe Gullotti – che ricordo per chi non lo sapesse cosi come stabilito da Brusca nel corso delle sue rivelazioni, Gullotta fornì ai palermitani il telecomando che fece saltare in aria Giovanni Falcone, la moglie e la sua scorta; immaginate bene che ruolo ha avuto in certe vicende importantissime il ruolo dei Barcellonesi. Mio padre ha cercato di *ostacolare* il percorso di certi personaggi e comunque il percorso mafioso del sistema barcellonese. Per questo lui è stato *è stato fatto fuori* la sera dell’otto gennaio 1993, mentre rientrava a casa dopo aver preso mia madre da lavoro. Lui vide queste persone, era già nel portone, invece vide queste persone passare e probabilmente la sua attenzione è stata richiamata dalla presenza di queste persone all’interno di una loggia massonica e rimise l’auto in moto cercò insomma di andare incontro a queste persone che poi alla fine ne decretarono la morte, gli spararono tre colpi di calibro 22.   *C. :* E’ cambiata qualcosa dopo 17 anni a Barcellona Pozzo di Gotto secondo te?   *S. : *Guarda Claudio, bisogna fare un’analisi molto approfondita perché rischieremmo di essere molto qualunquisti.   Barcellona ha sempre vissuto tragicamente questo evento, rifiutando, rifiutando anche la figura di mio padre. Perché da una parte continuiamo ad avere a che fare con i personaggi a cui la morte di mio padre forse continua a dare più fastidio adesso a distanza di 17 anni e che hanno sempre provveduto a mettere in giro voci* *che poi sono le stesse che circolarono su Pippo Fava e Peppino Impastato.   Quindi una *strategia della mafia*.   Parole che hanno screditato e che continuano a screditare la sua figura dicendo che quello non era un delitto di mafia ma un delitto maturato nell’ambiente passionale, le solite *cattiverie studiate*. Poi c’è una parte della cittadinanza, ovviamente la stragrande maggioranza, che però ha paura a schierarsi perché quello è un posto dove si conoscono tutti e bene o male sono tutti imparentati e quindi c’è la paura a schierarsi, a farsi vedere.   Quello che più mi dà forza è che in questi ultimi anni, sono stata contattata sempre più da* giovani ragazzi barcellonesi*, ragazzini, che chiedono, *si informano*, vogliono materiale processuale e che alla fine capiscono.   Si rendono conto di che tipo di personaggi ci sono a Barcellona dove c’è un magistrato, che oggi ricopre il ruolo di Procuratore generale della Corte d’assise d’appello di Messina, *Franco Cassata*, che è iscritto ed è uno dei principali animatori della *Corda Frates*. Loro la definiscono un’associazione culturale, io la definisco una l*oggia paramassonica* e considera che lui è iscritto a Corda Frates, a questa associazione c’è iscritto da tanto il *Sen. Domenico Nania*, il sindaco *Candeloro Nania* e alla data dell’ 8 Gennaio 1993 c’erano iscritti tutti questi personaggi e anche Giuseppe Gullotti, quindi il mandante dell’omicidio di mio padre.   Per loro è normale, quando invece i ragazzi a Barcellona hanno la possibilità di poter leggere atti processuali, di potersi informare, etc… di poter decidere autonomamente, senza l’influenza delle proprie famiglia, amici, parenti si rendono conto di che razza di ambiente è. Quindi se ne staccano, mi hanno contattato, ci siamo conosciuti, abbiamo fatto degli incontri, delle iniziative insieme.   Ecco, oggi come oggi, se tu mi dovessi chiedere “Barcellona ha meritato la morte di tuo padre?”, io ti risponderei di no. Però sono sicura che con il tempo, passeranno tanti anni probabilmente, cambierà la mia risposta e che alla fine *vincerà mio padre*, dimostrerà che la sua morte ne è valsa la pena e che Barcellona ha meritato la sua morte. Io non so se riuscirò a vedere questa cosa però poi ci saranno i miei figli, continueranno i miei figli in questo, ma io sono sicura che alla fine vincerà mio padre.   *C. :* Speriamo, speriamo anche per tutta l’Italia. Se tuo padre fosse ancora vivo, probabilmente oggi sarebbe un blogger e queste verità sarebbero state scritte di suo pugno e sarebbero rimaste nella rete a beneficio di tutti. Sonia, per concludere, tu sei stata eletta con i voti della rete e adesso sei al parlamento europeo ci puoi raccontare brevemente le battaglie che stai conducendo, di cosa ti occupi?   *S. :* Io mi occupo di una commissione fondamentale: *la commissione libertà pubbliche* che si occupa anche di giustizia, sicurezza, affari interni, immigrazione e sono membro sostituto nella commissione controllo di bilancio.   Io mi occupo di tantissime cose: ho portato al parlamento europeo, con i miei colleghi, la *risoluzione sulla libertà di stampa* in Italia una cosa che ho voluto io e porta la mia firma e che i miei colleghi hanno sostenuto e porta la mia firma anche *un’interrogazione sull’immigrazione*, sulla violazione da parte dell’Italia di tutte le convenzioni rispetto ai respingimenti dei barconi di quest’estate. Sono relatrice unica per il Parlamento per quanto riguarda la rete europea di *prevenzione del crimine* e ho portato al Parlamento Europeo lo scandalo della legislazione italiana sulle morti bianche, sugli inceneritori e adesso mi sto occupando del NO Tav.   I miei colleghi del PDL dicono che io sono *un’anti-italiana*, molto più semplicemente io mi ritengo *un’anti-mafiosa* e soprattutto cerco di difendere la mia Costituzione. Proprio per questo motivo il primo atto che ho presentato al Parlamento Europeo, ci siamo insediati il 14 luglio ed io già il 15, mi sembra, ho presentato la mia prima interrogazione che era sul lodo Alfano.   Io non sono anti-italiana però se in Italia le Istituzioni non difendono la Costituzione ma anzi la attaccano, io sono costretta ad agire in emergenza e quindi mi rivolgo a chi di dovere perché ricordiamoci essere un paese tra i 27 dell’Unione Europea dovrebbe, e sottolineo dovrebbe, comportare il rispetto della Costituzione di appartenenza e poi il rispetto delle leggi che sono state stipulate dai 27 paesi europei.   Considerando che l’Italia è il paese che tra i 27 ha più multe e più condanne, da parte dell’Unione Europea e da parte della Corte di Giustizia Europea, ci rendiamo conto che in questo paese c’è qualcosa che non va.   E io prima di aiutare chi sta fuori l’Unione ho il dovere di *aiutare il mio paese* ed i miei concittadini.   Poi, ovvio, c’è qualcuno che la pensa in maniera diversa da me, ma questo dovrebbe avvenire sempre nell’ambito della correttezza e del confronto civile e a me francamente questo manca. Sono stata una dei pochissimi ad avere il coraggio di condannare l’atto di violenza “probabilmente” subito da Berlusconi, ma sono stata una dei pochi a dire che pur condannando la violenza – l’avrei condannata per chiunque non solo per lui – non ho sentito e non sento la necessita di manifestargli la mia solidarietà tanto più che ho dei dubbi su quella aggressione. Dubbi che sono stati avvalorati da una trasmissione televisiva tedesca e che soltanto in Italia facciamo finta di non sapere.   La verità è che in Italia c’è la maggior parte degli italiani che ha dei dubbi sulla veridicità di quella aggressione, ma pochi hanno il coraggio di dirlo perché altrimenti rischierebbero di essere impopolari. Io invece *preferisco essere impopolare* e dire quello che penso: io dubito di quella aggressione.   Purtroppo *siamo un popolo che non ha memoria. *   Abbiamo dimenticato quello che è accaduto 20 anni fa, quello che hanno fatto Gelli, Andreotti. Possiamo ricordare quello che è successo il 9 o il 10 dicembre? Per esempio l’11 dicembre quando Berlusconi era a Bonn al congresso del PPE (Partito Popolare Europeo) e tra un disegno e l’altro (stava disegnando slip femminili e questo nessuna televisione e nessun giornale italiano l’ha pubblicato, l’ha fatto solo la stampa britannica), ha fatto il suo intervento attaccando ovviamente le Istituzioni italiane e la Costituzione Italiana.   Ricordiamoci inoltre cosa è successo in quei giorni quando Fini e Napolitano chiedevano a Berlusconi conto e ragione delle sue dichiarazioni.   Berlusconi era in *discesa libera*, in caduta libera in questo paese.   Si parlava già di elezioni. Arriva poi quella statuetta del Duomo, che poteva anche essere una statuetta di non so quale materiale ma anche un modellino riprodotto in cartapesta e all’improvviso Berlusconi viene santificato. Dimentichiamo tutti quanti, soprattutto gran parte dell’opposizione, chi è Berlusconi cioè un *corruttore*, un *frequentatore di mafiosi*, visto che lui reclama e sponsorizza la sua amicizia con Vittorio Mangano, dimentichiamo che è *tessera 1816 della loggia P2*.   Dimentichiamo tutto questo, *io non lo dimentico*.   Condanno l’atto di violenza che è stato probabilmente subito da Berlusconi, però perché nessuno ha condannato la violenza che hanno subito e continuano a subire gli immigrati clandestini che sembrano essere il problema dell’Italia, però nessuno parla degli immigrati che passano la frontiera dai valichi del nord Italia perché frutto di un accordo tacito con la Romania. Questo non lo dice nessuno, non lo dice assolutamente nessuno perché si rischia di essere impopolare e allora io preferisco essere impopolare ma dire quello che penso ed essere soprattutto coerente con me stessa. Questo è un paese che dimentica di essere stato un popolo di migranti, ma se noi fossimo stati trattati cosi dagli americani quando siamo andati in America a fare fortuna con le valigie di cartone?   *C. : *Non solo, noi siamo andati in America con le valigie di cartone e abbiamo esportato la mafia.   *S. :* Appunto. La stiamo esportando ovunque: in Germania, in Olanda, in Belgio. Adesso facciamo tutti i buoni, abbiamo al Governo dei Ministri che parlano di leggi razziali, che parlano dell’operazione “White Christmas”- ve la ricordate no? Ministri della Repubblica, io impazzisco a sentire queste cose, che hanno detto che con il tricolore si pulivano il sedere. *Hanno bruciato la bandiera. * Questa è *gente che ha giurato*, che intasca i nostri soldi, che parla di Roma ladrona però da questa muove i tasti del comando e intascano i soldini da *Roma ladrona. *   Io non me la sento, non ci sto, io ho grandissimo rispetto per le istituzioni, ho amato profondamente Sandro Pertini e credo che se tornassimo indietro questo cose non accadrebbero neanche lontanamente.   *C. : *Sonia adesso c’è grosso movimento di cittadini sostenuti da una rete nuova di informazione libera. Ieri, come sai, eravamo al no Craxy day a Milano, c’erano anche Grillo, Di Pietro, c’ero io, Ricca, Martinelli, Giulio Cavalli con la sua scorta e tanti tanti altri.   La speranza è quella che continuando a sensibilizzare, a fare informazione vera lasciando semplicemente parlare gli interlocutori senza tagli, senza cuciture, senza dirottare le interviste per nascondere o manipolare le idee ed i contenuti, magari gli Italiani, grazie anche al vostro preziosissimo lavoro che state conducendo per noi fuori dal Parlamento Italiano in Europa, gli Italiani comincino un pò come i Barcellonesi ad uscire dalle loro case a rendersi conto e cercare di cambiare le cose.   Ti ringrazio tantissimo per questo tuo intervento e speriamo di risentirci presto con delle novità che arrivano da Bruxelles. Grazie Sonia.   *S. :* Grazie Claudio. Ciao.

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