Beni riconducibii al superboss calabrese arrestato a Roma anche a Latina, Nettuno, Cassino e Roma. Il Lazio ormai è invaso

BENI RICONDUCIBILI AL SUPERBOSS ARRESTATO A ROMA DOPO 10 ANNI DI LATITANZA ANCHE A LATINA. MA QUANTI ALTRI CE NE SONO DI ALTRE “FAMIGLIE” E CHE NON SONO STATI ANCORA SCOPERTI?

E noi siamo per alcuni le solite cassandre!!!

Qualcuno un paio di anni fa ci aveva parlato di un “ insediamento”di calabresi nei pressi della Mediana, in territorio di Latina, a qualche chilometro dal capoluogo. E noi, come al solito, ” girammo “ la notizia, in via informale, chiedendo di verificare.

Oggi abbiamo la conferma. Oltre ad una clinica a Nettuno, un centro medico a Cassino e tanti, tantissimi altri beni di ogni specie, il sodalizio criminale che fa capo al superlatitante della ‘ndrangheta arrestato l’altro giorno a Roma, possedeva proprietà anche a Latina.

Terreni sui quali avevano evidentemente in animo di non venirci a prendere il sole.

Una prova di quanto noi stiamo denunciando da anni: le mafie fra poco entreranno anche nelle nostre case.

E tutti zitti, inerti, indifferenti. Complici, perciò; oggettivamente complici.

A parte la situazione di Fondi –per la quale il governo, a distanza di 5 mesi, non si è ancora deciso ad adottare un provvedimento e di ciò dovremmo vergognarci tutti -, ci sono situazioni a Terracina, Gaeta, Formia, Sora, Cassino, Civitavecchia e in tantissimi altri comuni del Lazio (non parliamo, poi, della Capitale), con montagne di capitali investiti o prossimi ad essere investiti, che meriterebbero un’attenzione particolare non solo da parte di magistrati e forze dell’ordine, ma soprattutto dei cittadini perbene.

Ciò che non avviene, purtroppo, malgrado le nostre grida di allarme!

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