Bene per il primo livello, quello militare, ma le mafie si combattono efficacemente colpendone i piani alti, le aree di contiguità con la politica

BENE PER IL PRIMO LIVELLO, QUELLO MILITARE, MA LE MAFIE SI COMBATTONO SOPRATTUTTO INDIVIDUANDO IL SECONDO, QUELLO DEI COLLETTI BIANCHI E DEI POLITICI

Dobbiamo essere grati ai Carabinieri, ai Finanzieri ed ai Poliziotti che si stanno veramente impegnando a fondo nella lotta contro la criminalità organizzata.

Dobbiamo essere grati anche a quei Magistrati delle DDA di Roma e di Napoli che si stanno prodigando con tutte le loro forze per conseguire i risultati che stanno sotto i nostri occhi.

Ma ora bisogna cominciare ad alzare il livello di attenzione ai… ” Piani alti”, verso coloro, cioè, che, inseritisi nei mondi della politica, delle istituzioni, delle professioni, operano, manovrano in piena collusione con le mafie. La “zona grigia della borghesia mafiosa”, la “quinta mafia”, i “colletti bianchi”

Piste investigative ce ne cominciano ad essere, a cominciare dalla “Formia Connection”, a quanto si è verificato a Fondi, a certe situazioni di Latina. Si è sicuri che nei consigli comunali non ci sono persone in provincia di Latina elette con i voti dei mafiosi? Si è indagato sulle residenze fittizie di SS. Cosma e Damiano, Minturno, Gaeta, Formia, Terracina, Fondi e così via, di gente, cioè, che viene a votare ma abita in altre regioni?

Se la Guardia di Finanza e le altre forze di Polizia a Latina facessero quello che ha fatto il Col. Salato – comandante provinciale della Guardia di Finanza di Frosinone, che ha cominciato ad indagare partendo dai possessori delle Ferrari e dei Suv e dai repentini arricchimenti di molta gente – arriveremmo a… scoprire tante cose.

Tantissimi anni fa un Ufficiale della Finanza ci disse, parlando di Latina: ” Latina è una città ricca ma di una ricchezza talvolta sporca”.

Stiamo parlando di una trentina di anni fa ed abbiamo la sensazione che la situazione si sia aggravata. Intanto va considerato che la forbice fra ricchi e poveri si è ulteriormente allargata e, poi, soprattutto, che l’area dell’economia “sospetta” è diventata molto, ma molto più vasta.

La vicenda giudiziaria che in questi giorni vede come vittima un ex assessore provinciale, l quale qualche anno fa fu bruciata un’azienda, induce a delle riflessioni.

Quanto è emerso dalle indagini che avrebbero portato all’individuazione di autori e mandanti dell’attentato incendiario, se confermato in sede giudiziaria, aprirebbe scenari davvero inquietanti su probabili collegamenti fra pezzi di politica e di malavita organizzata.

L’accanimento con il quale taluni esponenti politici sostengono la tesi che in provincia di Latina “non c’è mafia “ non è sospetto? Si tenta ostinatamente di sconfessare (questo sì che è eversivo) rapporti, relazioni e dichiarazioni ufficiali di DNA, DDA, Commissioni Parlamentari Antimafia, Presidenti e Procuratori Generali di Corte di Appello, DIA, magistrati antimafia ecc. ecc.. , che da anni denunciano la gravità della situazione criminale nel Lazio e, in particolare, nel Basso Lazio.

La rivista LEFT del 6 febbraio u. s. pubblica stralci di un intervento di un consigliere regionale durante il dibattito svoltosi nella seduta del 22 gennaio del Consiglio Regionale del Lazio sulle mafie. Secondo questo consigliere il problema mafia a Fondi e in provincia di Latina è… una montatura mediatica. Sembra di stare in Sicilia, dove perfino un cardinale diceva che… la mafia non esiste…

Perché???

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