Basta! In provincia di Latina – e nel sud in particolar e- bisogna chiudere i cerchi. Non se ne può più

NO, NO, NEL SUD PONTINO BISOGNA STRINGERE, FAR PRESTO, RIPULIRE, BONIFICARE…
Troppe chiacchiere e niente fatti.
Noi abbiamo senso dello Stato, siamo tolleranti, riponiamo fiducia, ma vediamo troppe lentezze, troppi ritardi, troppa retorica.
Tutti – o quasi! – concordano sulla delicatezza della situazione esistente in quell’area, invasa da camorra e ndrangheta a go go, ma di provvedimenti risolutivi non ne vediamo.
C’è un qualcosa che frena, blocca; di indagini se ne sono fatte e se ne fanno, dalla “Formia Connection” alle “Damasco”, ma quasi tutte portano a niente. Almeno nel senso che noi auspichiamo.
Si vola basso, mancano le competenze, le esperienze, gente qualificata ed esperta.
Qualche cambiamento c’è stato localmente ma i contesti, gli apparati restano gli stessi.
Gente che sta sul territorio da decenni e, checché se ne dica e si voglia far intendere, questo non è mai consigliabile quando si debbono affrontare e risolvere certe situazioni.
Occorre gente fresca, motivata, esperta, senza legami familiari ed amicali.
A buon intenditore poche parole.
Non è possibile che per ogni inchiesta, per ogni indagine bisogna ricorrere a personale che viene da fuori, da altri distretti, da altre province, da altre regioni.
Se il sud pontino è, come è, “provincia di Casale”, bisogna adottare provvedimenti adeguati e non pannicelli caldi.
Ci sono troppi parolai in giro.
C’è il Porto di Gaeta, c’è uno dei più grandi Mercati di Europa, ci sono frotte, eserciti di camorristi e ndranghetisti che sono interessati ai grandi business su quei territori, dopo che essi hanno già occupato ampi settori economici soprattutto in quelli dell’edilizia e del commercio, spesso con sponde politiche ed
istituzionali come hanno dimostrato appunto le inchieste “Formia Connection” e “Damasco” (e più ancora la cosiddetta Relazione “Frattasi” che poi Frattasi non è perché a stilarla è stata una Commissione di accesso) ed ancora non si è provveduto ad attrezzare un apparato dello Stato di contrasto adeguato ed efficiente.
Gente che sappia fare indagini patrimoniali, economiche, finanziarie e non correre solo dietro a spacciatori e delinquenti di piccola taglia, gente che non si veda ostacolata nel fare le intercettazioni ed altre cose utili.
Noi non vogliamo creare dissapori, disseminare sfiducia nelle istituzioni perché – ripetiamo -abbiamo senso dello Stato, ma la pazienza ha un limite.
O si provvede subito ai cambiamenti necessari, a cambiare quello che non va, le zone di inefficienza, di tiepidezza, di inadeguatezza, o ci vediamo costretti a passare alla fase dei manifesti, delle interrogazioni parlamentari ed altre manifestazioni pubbliche di protesta davanti ai palazzi romani.
Costi quello che costi.
Ma noi dobbiamo salvaguardare l’avvenire dei nostri ragazzi e non possiamo lasciare ad essi territori sotto il tallone della delinquenza e del malaffare.

Archivi