Basta con l’antimafia delle narrazioni e delle parole. Pronti a dar vita manifestazione di protesta davanti ai Palazzi romani?

ORA BASTA!

SIAMO PRONTI A DARE VITA A MANIFESTAZIONI ECLATANTI DAVANTI AI PALAZZI DEL POTERE ROMANI, COME HA GIA’ FATTO IL NOSTRO PRESIDENTE ONORARIO IGNAZIO CUTRO’, COLLABORATORE DI GIUSTIZIA CHE VIVE SOTTO SCORTA E CHE E’ ANDATO AD INCATENARSI DAVANTI AL VIMINALE.

LE CHIACCHIERE DELLA MAGGIOR PARTE DEI POLITICI NON CI INCANTANO.

NON E’ PIU’ TEMPO DI PAROLE, ORA SERVONO I FATTI.

LA MAGGIOR PARTE DELLA GENTE E’ VILE E NON COLLABORA, UN’ALTRA PARTE E’ COLLUSA E SONO POCHI COLORO CHE MOSTRANO SENSIBILITA’ E VOGLIA DI FARE.

IL GOVERNO DELEGITTIMA LA MAGISTRATURA E TOGLIE RISORSE ALLE FORZE DELL’ORDINE CONSENTENDO ALLE MAFIE DI IMPADRONIRSI SEMPRE DI PIU’ DELL’ECONOMIA, DELLA POLITICA, DELLE ISTITUZIONI, DELLA SOCIETA’

Le nuove mafie.

Chi sono?

Professionisti, rappresentanti della politica e delle istituzioni, imprenditori, cittadini?

Il Paese è nel caos ed il tessuto produttivo e sociale sta diventando sempre più criminale.

Non serve più la vecchia antimafia: quella del racconto, della narrazione, delle parole.

Serve una nuova antimafia: quella del fare, dell’inchiesta e della denuncia.

Casi, fatti specifici.

Nomi e cognomi.

Comune per comune.

Se vogliamo almeno tentare di salvare il Paese dal cancro che lo sta letteralmente divorando.

Fra i professionisti, fra i rappresentanti dei partiti politici e delle istituzioni, fra i cittadini stessi ci sono eserciti di mafiosi o di sodali che stanno minando, all’insegna del dio denaro, le basi stesse della nostra democrazia e della nostra civiltà.

O si passa ad una nuova fase, senza attendere che… ”maturino le coscienze e le intelligenze”! (che non matureranno mai, se non in pochi, pochissimi! ), o diventeremo tutti complici di un processo che ci sta portando al baratro.

Tutti, soprattutto i nostri figli ed i nostri nipoti.

I nostri giovani, coloro ai quali stiamo rubando, con la nostra inerzia e la nostra vigliaccheria, anche la speranza di una vita decente.

Lo Stato, questo Stato, rappresentato e guidato da questa classe dirigente, non oppone una resistenza adeguata alle mafie che avanzano ogni giorno e occupano sempre più i suoi spazi vitali.

Finora si è combattuta, quando e dove lo si è fatto, la mafia bassa, quella della coppola, la manovalanza.

Quella alta, quella vera, quella più insidiosa, quella che conta, che comanda, che gestisce i soldi sporchi e li ricicla, che sta nei salotti buoni, nei consigli comunali, provinciali, regionali, nel Parlamento, fra i professionisti, nella società civile, non è stata nemmeno sfiorata.

Continua, indisturbata, a fare i suoi sporchi affari, con denaro che gronda sangue.

Non si fanno indagini patrimoniali e finanziarie, si privano magistratura e forze dell’ordine di strumenti, risorse e legislazione adeguati.

Non è più tempo di parole.

Noi lanciamo una sfida a tutte le associazioni antimafia del Paese, ai cittadini perbene, ai politici non corrotti e non mafiosi.

Siamo determinati a dar vita ad iniziative eclatanti davanti ai Palazzi romani, come ha già fatto il nostro Presidente onorario Ignazio Cutrò, collaboratore di giustizia che vive sotto scorta, il quale è andato ad incatenarsi davanti al Viminale, per gridare al Governo la nostra rabbia, la rabbia di tutta la gente onesta, per l’inefficace azione che esso conduce contro le mafie.

Le mafie, non la mafia, non quella solamente di Totò Riina e di Sandokan, ma, soprattutto quella dei cosiddetti “colletti bianchi”.

Vediamo chi veramente vuole impegnarsi a combatterle.

Aspettiamo una risposta da tutti, cittadini, associazioni, parlamentari, esponenti e militanti dei partiti.

Noi siamo pronti.

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