Bambini addestrati ad uccidere e, quindi, veterani della camorra

BABY KILLER

 

Bambini che ammirano falsi miti
Negli articoli di giornale li chiamano baby killer , ma in realtà sono veterani della camorra, addestrati ad uccidere.
Cresciuti in ambienti dove le armi, la violenza il culto all ‘odio e la morte fanno parte del loro vivere quotidiano,dove la droga è di uso quotidiano e sin dalla giovane età respirano quel puzzo di criminalità che li alleva come soldati del male, pronti ad eseguire sentenze di morte senza nemmeno pensare.
Quel cervello piccolo usato solo per eseguire, per odiare ……!!
I loro miti sono i loro fratelli criminali , i boss , tra di loro si chiamano tutti fratelli, si uniscono in bande per poi crescere in clan ;in pochi cresceranno e raggiungeranno l’età di uomo adulto, conquistano il territorio a suon di omicidi .
Gli affari sporchi vanno conquistati, difendono la loro famiglia criminale e vendicano i loro morti con quella “legge” che quando sentenzia non perdona.
Vivono spesso una vita breve, in gergo si usa dire “o cancell o terreno” , significa o galera o morte, non hanno futuro, e vivono una vita breve ma sfarzosa fatta di lusso superfluo per poi nei più dei casi restare come stupidi morti di fame, spesso mettono al mondo vittime innocenti che restano orfani e con il ricordo di una foto che con il tempo si sbiadisce, bambini che mai conosceranno il padre ma che cresceranno con quel mito criminale che fa passare taluni delinquenti per eroi.
Quell’esercito del male viene spesso rigenerato, ad ogni arresto, ad ogni uccisione c ‘è subito pronto un altro soldato del male,pronto a scendere sul campo, a conquistare il predominio.
Ed è per questo che in questi ultimi mesi in quelle terre di camorra è in atto una guerra spietata da Napoli Nord ai paesi vesuviani si contano a cadenza settimanale morti , morti uccisi, bruciati, agguati che ricordano scene di film colombiani, colpi di pistola sparati all’impazzata, nell’ultima uccisione di due fratelli pregiudicati avvenuta tra Torre Annunziata e Pompei , gli inquirenti intervenuti hanno contato più di 30 ogive, e rinvenuto una pistola con altri 10 proiettili nel caricatore, forse la stessa arma che non è riuscita ad evitare la morte ai due pregiudicati, ma che ha colpito uno del commando di fuoco.
Proiettili sparati con furia, e solo il caso ha voluto che non fosse stata una strage, c’erano anche i bambini , ma il bilancio di due morti ed un ferito grave rende l’idea di come questi killer senza pietà, forse sotto effetto di droga , seminano morte e portano a segno l’incarico assunto; non è permesso sbagliare, da carnefice si è vittima, perché tutto è come una ruota che gira .
Chi vive in quelle terre percepisce la tensione, avverte quando il silenzio delle strade è coprifuoco, la gente oramai abituata alle lenzuola insanguinate e alle sirene e tragicamente tutto diventa spettacolo, gruppi di popolazione dopo 5 minuti dalla sparatoria si aggregano a modo platea e tra un caffè ed una chiacchierata si tirano le somme, ma se qualcuno dovesse chiedere qualcosa alla platea ecco qui che gli sguardi del popolo restano bassi, le parole come per magia restano un ricordo e regna il silenzio, l’omertà intrinseca.
Per magia quel gruppo di gente si sgretola e svanisce nel nulla .
Qualcuno più coraggioso ammette che la paura da queste parti fa 90 e che è preferibile farsi i fatti propri, aggiungendo anche, che i criminali non scherzano, poi c è anche quella mancata fiducia nelle forze dell ordine, da queste parti non predomina il senso di rispetto per gli operatori di polizia , anzi in molti li reputano nemici o addirittura qualche ignorante causa del problema.
Molti personaggi per codardia, traslano il fenomeno camorra sulla frase”ma lo stato dove sta!!!” noi non ci sentiamo protetti.
Frasi vecchie, frasi complici di quella connivenza tra criminalità e popolo vigliacco, quel popolo succube di guappi e a volte rete invisibile e insospettabile degli affari del clan.
Come sempre va detto che un popolo non è tutto uguale, ma è in quelle terre di camorra è più facile vedere il nero che il bianco.
Oggi quella cultura della legalità troppo spesso viene offuscata, impedita, non riesce ad emergere, nonostante gli sforzi di molti uomini e donne di alto valore civico, di grande impegno sociale , quell’onda di legalità stenta a partire.
E non basta un incontro pubblico, una manifestazione, uno spettacolo , non bastano delle bandiere sventolare per un solo giorno , non basta!
Noi vogliamo sempre sperare che queste terre possano essere il rilancio di un nuovo modo di vita, di un vivere sereno, civile , un esempio di legalità , noi speriamo in quella ribellione civile del popolo onesto.
Noi continueremo a dire di denunciare, di divulgare la cultura della legalità e di impegnarsi a sottrarre più soldati del male alla camorra.
A voi uomini del male non ci resta che dire abbiate cervello, sappiate dare un futuro ai vostri figli e prima di un pentimento sappiate convertirvi e chiedete scusa prima ai vostri figli per avergli sottratto una vita e avergli dato la morte.

di Gennaro Ciliberto

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