Auto blu delle Fiamme Gialle per l’ex senatore Papa: imputazione coatta per 10

Il provvedimento riguarda anche la moglie dell’ex parlamentare

Auto blu delle Fiamme Gialle per l’ex senatore Papa: imputazione coatta per 10

Tra essi otto militari della Guardia di Finanza. Il reato contestato è quello di peculato. Il pm aveva chiesto l’archiviazione

Alfonso Papa, NAPOLI – Il gip di Napoli Amelia Primavera ha disposto l’imputazione coatta di dieci persone, tra cui otto militari della Guardia di Finanza, per la concessione ad Alfonso Papa di un’auto e dell’accompagnamento da parte di due finanzieri; imputazione coatta anche per Papa e la moglie Tiziana Rodà. Il reato è quello di peculato. Un anno fa il pm Henry John Woodcock aveva chiesto l’archiviazione per tutti. Il giudice ha anche disposto l’iscrizione nel registro degli indagati del colonnello Sandro. Baldassarri, ex comandante del nucleo di polizia tributaria.
I FATTI – Due sottufficiali della Guardia di Finanza accompagnavano con un’auto di servizio Alfonso Papa a Roma, portavano lui e la sua famiglia al mare, scortavano i due figli in piscina e sui campi di calcetto, conducevano la sua amica ucriana Ludmyla Spornik in giro per Ischia e per Roma, a volte all’aeroporto. La vicenda dell’auto messa a disposizione di Papa dalla Guardia di Finanza era già emersa nel corso dell’inchiesta sulla P4. Secondo l’accusa, alcuni ufficiali in passato al vertice della Guardia di Finanza di Napoli avrebbero imposto al brigadiere Andrea Grimaldi e al vicebrigadiere Santolo Federico di mettersi a disposizione del parlamentare. In particolare, il generale Poletti, all’epoca dei fatti colonnello, si sarebbe rivolto con queste parole a Grimaldi quando gli mostrò la Mercedes destinata a Papa: «Vedi che macchinone? Questa macchina dimostra come il Corpo ci tiene per il dottor Papa. Cercate di farci fare bella figura e da oggi in poi fate tutto ciò che vi chiede il dottor Papa. State attenti e cercate di rigare dritto».

VERTICI FIAMME GIALLE – Tra gli indagati figura anche l’ex comandante provinciale di Napoli Giovanni Mainolfi; contrario alla decisione di fornire un’auto e due militari al deputato del Pdl era invece l’ex comandante del nucleo di polizia tributaria Sandro Baldassarri. Grimaldi e Federico avrebbero poi attuato un illecito nell’illecito, falsificando i fogli di missione anche per far risultare la propria permanenza a Roma anche di notte e per diversi giorni di seguito. In questo modo si sarebbero procurati un ingiusto profitto che la Procura calcola in 185.000 euro.
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