ATTENZIONE PERCHE’ MENTRE NOI ” RIFLETTIAMO” ED ASPETTIAMO LA “PRESA DI COSCIENZA” DELLA GENTE,LE MAFIE FINISCONO DI OCCUPARE IL TERRITORIO E DI IMPOSSESSARSI DEL POTERE !!!!!!!!!……………………LA VECCHIA TATTICA DILATORIA DEL DETTO DI TITO LIVIO ………….DUM ROMAE CONSULITUR SAGUNTUM EXPUGNATUR . L’ANTIMAFIA DELL’IMMAGINE,DELLA RETORICA E DEL BLA BLA. ANCORA NON SI VUOL CAPIRE E FAR COMPRENDERE ALLA GENTE CHE LA MAFIA E’ ORMAI “DENTRO” IL POTERE E CHE SE NON SI ABBANDONA SUBITO (E RIPETIAMO,SUBITO) L'”ANTIMAFIA” DELLE CHIACCHIERE PER PASSARE IMMEDIATAMENTE A QUELLA VERA,DELLA DENUNCIA,NOMI E COGNOMI,E DEL SOSTEGNO ALLA MAGISTRATURA INQUIRENTE,FRA POCO NON CI SARA’ PIU’ NIENTE DA FARE E LO STATO DI DIRITTO SI TRASFORMERA’ IRREVERSIBILMENTE NELLO STATO-MAFIA.

Agenzia ANSA

Mafia: Orlando, aprire riflessione su “antimafia”

“C’è esigenza di presa di coscienza collettiva”

19 marzo, 18:42

'Dialoghi sulle mafie' ‘Dialoghi sulle mafie’

(ANSA) – NAPOLI, 19 MAR – “É arrivato il momento in cui noi dovremmo arrivare a definire cosa è la mafia, e è questo un lavoro che si sta facendo, e cosa è l’antimafia. Nel giorno in cui ricorre l’anniversario della morte di don Peppe Diana, è giunto il momento di aprire una discussione”. Lo ha detto il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, intervenendo a Napoli ad un dibattito con il presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione, Raffaele Cantone, ed il procuratore di Roma, Giuseppe Pignatone. Una discussione, a giudizio di Orlando, che “deve chiamare a raccolta di tutti quelli che si occupano di questo fronte, per una riflessione e per comprendere come, con gli strumenti normativi, si realizzi una capacità di contrasto”.

“Non basta solo pensare a quali strumenti normativi congegniamo – ha spiegato Orlando – ma come i soggetti sociali siano in grado di conquistare la società stessa”. La criminalità organizzata è pronta, per il ministro, “a conquistare campi presidiati da altri soggetti”.

E’ questa la strada che bisogna percorrere “piuttosto che rivendicare patenti di antimafiosità oppure dire che chi non la pensa come te, su quel singolo punto specifico, è mafioso.

Pratica che si è determinata molto nel dibattito in questi anni.

C’è l’esigenza di presa di coscienza collettiva. Ed è il momento per farla”. (ANSA).

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