Attaccare chi, come Saviano, noi ecc. , combatte contro le mafie, significa oggettivamente favorire le mafie

COMBATTERE CHI COME SAVIANO –E SE PERMETTETE, NOI –LOTTA CONTRO LE MAFIE, NON CON LE PAROLE MA COLLABORANDO CON FORZE DELL’ORDINE E MAGISTRATURA E SEGNALANDO A QUESTE FATTI E NON CHIACCHIERE, SIGNIFICA FAVORIRE LE MAFIE, ESSERE LORO AMICI

Non abbiamo mai avuto paura dei mafiosi acclarati, quanto, soprattutto, di coloro che, combattendo noi in un modo o nell’altro, sono oggettivamente i migliori alleati dei mafiosi.

Non ci pare che Saviano abbia detto che la Lega è mafiosa e non capiamo le ragioni della rabbia di Maroni contro lo scrittore.

Saviano ha detto quello che noi diciamo da anni e, cioè, che le mafie cercano sempre una sponda politica.

In chi detiene il potere sul territorio.

E’ inevitabile che nei comuni governati dalla Lega, le mafie, così come fanno con tutti gli altri partiti politici, cercano rapporti con uomini della Lega.

Le mafie non hanno colore politico e si rivolgono a tutti coloro, bianchi, gialli, rossi, verdi, che accettano di essere disponibili per far fare ad esse gli affari.

Quello che ci inquieta è stato l’ennesimo attacco ad una persona – in questo caso Saviano, ma anche noi siamo continuamente sotto attacco di esponenti politici, avvocati ecc- che rischia la propria vita per combattere le mafie.

E questo è veramente scandaloso perché ingenera la sensazione che si vogliano colpire ed azzittire tutti coloro che combattono le mafie.

Favorendo, così, i mafiosi.

Anziché combattere i mafiosi, si combattono le persone che combattono i mafiosi.

Questo è il dramma.

Maroni ha fatto marcia indietro ed ha chiesto alla fine a Saviano di… deporre le armi nel contenzioso che si era aperto fra di loro dopo le dichiarazioni dello scrittore.

Maroni è una persona perbene.

Noi non abbiamo mai messo in dubbio la sua buonafede, anche se siamo arrabbiati con lui perché non interviene quando alcuni Prefetti –quello di Agrigento che non ci piace affatto per come si sta comportando con Ignazio Cutrò, quello di Viterbo che non risponde quando i giornalisti gli chiedono se nel viterbese ci sono mafie, quelli di Milano, Roma ecc. che tranquillizzano, minimizzano ecc. – hanno un profilo basso nella lotta alle mafie o quando, come nel caso di Fondi, egli non insiste in Consiglio dei Ministri sull’accoglimento della sua stessa proposta di scioglimento dell’amministrazione comunale e fa passare la linea degli amici degli amici.

Attaccare e sconfessare persone come noi, Saviano ecc. che combattono contro le mafie, peraltro a proprio rischio e spese, significa, volenti o nolenti, aiutare i mafiosi.

E’ questo che Maroni deve capire bene.

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