Aste manipolate e tangenti beni confiscati in «saldi»

Il Mattino, Mercoledì 21 Dicembre 2016

Aste manipolate e tangenti beni confiscati in «saldi»

di Mary Liguori

È un sistema di manipolazione «a perdere» quello che Salvatore Ziccardi, amministratore giudiziario arrestato con l’accusa di aver chiesto una tangente per truccare l’asta dello zuccherificio di Pignataro Maggiore, avrebbe messo in opera per abusare del suo ruolo e lucrare sui beni confiscati alla camorra che gli venivano affidati.
La richiesta di una tangente da 200mila euro ad Alberto Di Nardi per la soffiata sulle offerte per l’asta sembra solo la punta di un icerbeg, almeno a leggere le 136 pagine di ordinanza di custodia cautelare a firma del gip Sergio Enea di Santa Maria Capua Vetere.

La prima misura spiccata a carico di Ziccardi, congelata dal Riesame per questioni territoriali e rimessa in piedi dal gip di Napoli, Pietro Carola, tratteggia un modus operandi che, se confermato nelle prossime sedi giudiziarie, getterebbe un’ombra lunga su quanto è stato fatto per sottrarre all’illegalità uno dei patrimoni più ingenti messi insieme dalla camorra attraverso prestanomi compiacenti. Il «tesoro» di Dante Passarelli, il «re» dello zucchero, strappato non senza difficoltà ai Casalesi, è stato utilizzato, secondo il gip, per «scopi personali» dall’amministratore giudiziario. Diversi gli spunti sui quali il gip si concentra, connessi all’ex Ipam, ma non solo a quello.

Uno su tutti: il valore dei beni venduti era ben più alto delle somme battute all’asta. Si va dallo zuccherificio al Parco Quadrifiglio di Santa Maria Capua Vetere. Tutta «roba» del fu Passarelli. Confiscata e poi venduta sotto costo. Ma andiamo con ordine. Il giudice definisce «subdoli» i metodi di Ziccardi rispetto alla gestione di quel Di Nardi che sostiene di voler favorire, ma che di fatto perderà l’asta benché la sua offerta fosse stata la migliore e includesse, come previsto dal bando, l’assunzione di sei ex dipendenti dello zuccherificio Kerò.

Per la gara incriminata, la ricostruzione della procura si affida alle intercettazioni dei dialoghi tra Di Nardi e Ziccardi, alle accuse dell’imprenditore, e a una serie di racconti di testimoni. La richiesta di tangente fu preceduta da una serie di «suggerimenti» che Di Nardi cercò di seguire, stando a suo dire, benché non fosse disposto a pagare la mazzetta. Nel 2015 Di Nardi andò allo studio Ziccardi a Fuorigrotta insieme ai suoi consulenti per prendere accordi per l’acquisto del capannone, ma siccome il bene non era ancora confiscato, Ziccardi gli disse che bisognava adottare una procedura rent to buy, ovvero un affitto con la possibilità di riscatto. La sua offerta fu di un milione e 200mila euro. Nel 2015 Di Nardi avrebbe dovuto sottoscrivere il contratto, ma ciò non avvenne perché erano intanto emerse delle irregolarità edilizie. A novembre dello stesso anno, Ziccardi disse a Di Nardi che c’erano altre offerte più alte rispetto a quella che il giudice aveva già approvato per lui e lo invitò nel suo studio. Specificò «Vieni da solo». Durante l’incontro, comunicò a Di Nardi il contenuto delle altre offerte, ma gli assicurò che i problemi di natura edilizia sarebbero stati superati. In quell’occasione, secondo il gip, fu formulata la richiesta di 200mila.

Quei soldi dovevano essere versati a una società di consulenza non meglio specificata. Di Nardi non pagò la mazzetta, ma presentò comunque un’offerta per un milione e 450mila euro: conosceva il contenuto delle altre buste. Fu Ziccardi, il 4 gennaio scorso, a informare Di Nardi che l’asta era stata vinta dal Gruppo Gentile di Napoli. Di Nardi, già autorizzato ad acquistare il bene prima che sopraggiungessero le problematiche edilizie, scrisse al gip. La gara fu riaperta, ma ritenendo che i concorrenti avrebbero partecipato con un’offerta più bassa, Ziccardi gareggiò con un milione e 5mila euro. Perse.

E, i testimoni, parlano di appartamenti venduti sotto costo nel Parco Quadrifoglio di Santa Maria Capua Vetere, bene confiscato agli stessi Passarelli e gestito sempre da Ziccardi. Per 70mila euro sono state acquistate case anche da 200 metri quadrati. Affaroni, come ai saldi.

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