Assunzioni e favori per gli amici, la ‘ndrangheta «comanda» nell’ospedale di Polistena

Assunzioni e favori per gli amici, la ‘ndrangheta «comanda» nell’ospedale di Polistena

La promessa del boss dei “Diavoli” per un’aspirante Oss. Le corsie preferenziali grazie ai rapporti con due primari. il certificato medico falso per un poliziotto. Nell’inchiesta “Faust” della Dda di Reggio emerge il ruolo centrale di Pino Iannace nei rapporti tra clan e struttura sanitaria. Già “emerso” in un servizio delle Iene

19 Gennaio 2021

di Pablo Petrasso


ROSARNO
 «Adesso, a gennaio, rientra il primario e l’amico sui il Diavolo parla con il primario e…». I collegamenti tra la cosca Pisano (i “Diavoli”) e l’ospedale di Polistena sono «pregnanti» secondo i magistrati della Dda di Reggio Calabria. D’altra parte, il binomio sanità-‘ndrangheta è un classico delle operazioni antimafia. Tra le corsie delle strutture sanitarie (che siano centrali o di periferia) si consumano piccoli e grandi ingiustizie. E i clan dicono la loro. Nel caso del nosocomio della Piana di Gioia Tauro, uno dei tanti depotenziati in dieci anni di commissariamento che hanno bloccato acquisti e assunzioni, i “Diavoli” potevano esercitare la propria influenza: «In particolare – annotano gli inquirenti –, dall’attività tecnica si desumeva che il capo cosca, Salvatore Pisano, aveva il potere di consentire delle assunzioni». Dalla conversazione tra Angela Pace – figlia di uno dei capi della “società di Rosarno” che gli investigatori ritengono affiliata alla ‘ndrina Pisano – e una donna non identificata «si ricava che Salvatore Pisano aveva promesso» alla donna «di intercedere con un primario dell’ospedale di Polistena al fine di farla assumere in qualità di Oss».

«LÌ COMANDO IO» Le indagini che hanno portato al blitz dell’operazione “Faust” avrebbero permesso di svelare gli appoggi dei quali la cosca godeva in ospedale. Il trait d’union, per i magistrati antimafia, sarebbe Giuseppe Iannace, «sodale» del clan «che, sfruttando le sue conoscenze, assicurava una serie di agevolazioni nell’effettuare le visite mediche». Iannace, anche lui coinvolto nell’operazione, «sfruttava il rapporto che aveva» con uno stretto congiunto (che non risulta indagato, ndr) di Francesco Cutano, che avrebbe il ruolo di “mastro di giornata” all’interno della ‘ndrina. Il parente dell’affiliato lavora infatti come caposala del Pronto Soccorso. Non è l’unico aggancio di Iannace nella struttura sanitaria; ci sono anche due medici con ruoli importanti nei reparti dell’ospedale. È sfruttando questi legami che Iannace si prodiga «per far ottenere una serie di favoritismi a personaggi facenti parte del contesto mafioso locale, fra cui Giovanni Tutino, detto Jonny, figlio di Carmela Pesce cl. ‘47, Maria Antonia Ciurleo, moglie di Rocco Pesce cl. ’57 alias “il pirata” e Giuseppe Pesce alias “U Scarparo”».
Questi favori sarebbero documentati nei brogliacci dell’inchiesta. In una captazione effettuata all’interno della sua autovettura, è lo stesso Iannace a spiegare di avere un ruolo di primo piano nel nosocomio. «Lì comando io», dice.


fonte:https://www.corrieredellacalabria.it/regione/reggio-calabria/item/288870-assunzioni-e-favori-per-gli-amici-la-ndrangheta-comanda-nellospedale-di-polistena/

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