Associazione mafiosa: arrestato ex consigliere comunale di Fondi

C’è un ex consigliere comunale di Fondi (Latina) tra gli arrestati dell’operazione ‘Scacco Mattò, condotto dalla Polizia di Stato contro la cosca Longo di Polistena, nel reggino. Antonio Ciccarelli, 61enne geometra responsabile della società Gival srl, è accusato di concorso esterno in associazione mafiosa insieme all’amministratore unico della società Francesco Palermo (61 anni nativo di Battipaglia in provincia di Salerno), all’altro geometra Gianluca Calzaretta (39 anni nativo di Eboli, Salerno) e all’assistente di cantiere Francesco Guarini (26 anni di Battipiaglia).

La società aveva vinto l’appalto per il completamento del polo scolastico «Renda» di Polistena e, secondo la Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria che ha coordinato le indagini, si erano accordati con la cosca per i subappalti. Fondamentali sono state le dichiarazioni del testimone di giustizia Gaetano Saffioti, imprenditore che ha denunciato lo strapotere delle cosche, al quale inizialmente erano stati affidati dei lavori e poi gli sono stati tolti dopo l’ingerenza delle cosche, avallate dalla società. Ciccarelli è stato consigliere comunale di Fondi fino al maggio 2009 in quota Forza Italia-Pdl e presidente della commissione lavori pubblici.

GLI AFFARI DEL CLAN – La cosca Longo esercitava il controllo del territorio su Polistena inserendosi negli appalti pubblici e nelle attività economiche in genere. È quanto emerge dall’indagine della Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria che oggi ha portato a 35 arresti eseguiti dalla squadra mobile e degli uomini del commissariato di Polistena e dello Sco, con l’aiuto dei colleghi a Latina, Roma, Salerno, Arezzo e Padova. I dati che emergono, hanno rilevato in conferenza stampa il procuratore Giuseppe Pignatone, l’aggiunto Michele Prestipino che ha seguito da vicino le indagini, il questore Carmelo Casabona e il capo della squadra mobile Renato Cortese, dimostrano innanzitutto l’esistenza di una società di ‘ndrangheta a Polistena, il cui capo è Vincenzo Longo. L’inchiesta si è basata su dati già acquisiti e nuovi elementi che corroborano l’ipotesi investigativa. Uno degli episodi più significativi riportati da Prestipino per far comprendere la presa della cosca sulla società, è la richiesta di informazioni nel corso di un colloquio in carcere di un soggetto che nel 2007 era stato arrestato per armi sugli affari di due pizzerie vicine. Secondo l’arrestato era stato il titolare della pizzeria concorrente a fare la soffiata delle armi e a incastrarlo (anche se non vero) e la rappresaglia è scattata «sconsigliando» ai cittadini di Polistena di recarsi in quella pizzeria. In effetti dopo qualche tempo i risultati si sono concretizzati. Il suo interlocutore lo informava del fatto che i clienti in quella pizzeria erano diminuiti.

(Tratto da Latina24Ore)

Archivi