Assessore minacciato ad Aprilia e costretto a dimettersi.Queste sono le condizioni nelle quali sono costrette a vivere in provincia di Latina le persone che vogliono stare dalla parte della legalità e contro le mafie che l’assediano in ogni suo angolo.

A questo punto non fanno tanto rabbia gli atteggiamenti di quei  criminali   che brillano per il loro negazionismo rispetto a questa realtà ,quanto,soprattutto,la quasi indifferenza,le timidezze,i tentennamenti,le omissioni  di coloro che sono chiamati a fronteggiare questo stato di cose e non lo fanno in maniera adeguata ed efficace.
Chiusolo ovviamente,forse anche nel timore di esporre ulteriormente se stesso ed i suoi familiari  a possibili vendette,esclude in pubblico che dietro agli attentati ed alle minacce da lui subiti potrebbero esserci le organizzazioni  mafiose che tengono sotto il loro tallone l’economia del territorio di Aprilia e della provincia di Latina – e di Roma  con la cui provincia Aprilia confina –;noi la pensiamo in maniera diversa da lui in quanto,da esperti della materia,non possiamo mai dimenticare il vecchio e saggio detto che recita “ in un territorio dominato dalla mafia non c’é foglia che si muova che la mafia non voglia”.
In particolare ce l’abbiamo con la Prefettura di Latina che,fatta eccezione per il periodo in cui c’é stato come Prefetto il Dr.Bruno Frattasi,insultato e subito cacciato appena ha messo le mani nella cloaca pontina,non ha mai svolto sul piano delle funzioni attribuitele dalla legge in materia di prevenzione antimafia il ruolo  affidatole.Basta vedere il numero delle interdittive antimafia che vengono – o,meglio,non vengono –  da essa emesse,come pure le carenze dell’apparato investigativo locale e provinciale .
Se non ci fossero le DDA di Roma e di Napoli ed i corpi specializzati centrali come la DIA,il GICO,il ROS e così via, in provincia di Latina nemmeno si potrebbe parlare di lotta alle mafie.Ma il ruolo della Magistratura viene svolto a reato  compiuto,quando il danno é stato già  fatto ed i buoi sono già scappati dalla stalle,non prima.Tutta la prevenzione antimafia é affidata dalla legge alle Prefetture e qui ritorniamo a bomba.Dov’é questa? Quale prevenzione fa se non si vedono le interdittive,se  negli appalti e nei subappalti delle opere pubbliche vediamo tutte imprese provenienti dalle aree “calde” del paese senza che nessuno sia  mai andato a verificare  di che pasta sono fatte ,se tutto il commercio,le aziende,il settore alberghiero,quello lattiero-caseario,l’edilizia,i ristoranti,i bar,le sale giochi sono tutti ormai nella mani di gente…………….”che parla napoletano” ( con tutto il rispetto per i napoletani ed i campani fra i quali ci sono moltissime persone oneste) ,tanto per usare un termine di  Rita Bernardini dei radicali nel parlare di Roma e dei suoi Palazzi.
A noi viene rabbia nel vedere le pattuglie dei finanzieri correre dietro agli scontrini della caramelle del tabaccaio quando sappiamo che da sempre montagne di capitali di origine probabilmente sporca ogni giorno inondano la provincia di Latina,capitali sulla cui origine nessuno ha indagato ed indaga se non coloro che vengono da fuori provincia e che,proprio perchè vengono da fuori,lo fanno in maniera saltuaria e non costante,minuto dopo minuto,come invece la situazione imporrebbe.
Abbiamo chiesto la riorganizzazione delle forze di polizia in provincia di Latina,con l’assegnazione di personale esperto e nessuno ci ha  ascoltato,abbiamo chiesto il supercommissariato della Polizia di Stato a Formia con gente esperta e con un Primo dirigente e nessuno ci ha ascoltato,chiediamo l’istituzione ad Aprilia di un Commissariato della Polizia di Stato capace almeno di assicurare l’ordine pubblico e nessuno ci ascolta,abbiamo chiesto l’applicazione della norma che consente , in regime di codelega con la DDA, alle Procure della Repubblica ordinarie di indagare e trattare anche i procedimenti dei reati associativi mafiosi e nessuno ci ha ascoltati.
Viene il sospetto che ci sia da qualche parte una sorta di cupola massonica-mafiosa che vuole che le cose in provincia di Latina,considerata dai mafiosi “zona franca” dove é possibile per loro fare e disfare,vadano come sono sempre andate.Anni fa un Presidente del TAR pontino disse pubblicamente che in terra pontina la legalità é un optional.Qualcuno si risentì ed uscì dall’aula ,ma dopo abbiamo letto  dichiarazioni di magistrati romani,in occasione del “caso Fondi” finito anche questo come tutti sanno,al pari della “Formia Connection”,che hanno scritto che in questo distretto giudiziario reati di natura mafiosa sono stati rubricati come reati ordinari.
Ci saremmo aspettati uno tsunami ma non é successo niente.
Noi non sappiamo cosa stia facendo la Procura di Latina in merito al “caso Chiusolo” ed a quale risultato stiano portando le indagini.Non sappiamo nemmeno se,almeno in via prudenziale e preventiva,essa abbia informato la DDA di Roma.Nel dubbio che non l’abbia fatto abbiamo oggi provveduto ad informarla noi della Caponnetto.Su Aprilia intendiamo aprire un “focus” perché non é possibile che continui a sussistere la situazione a tutti nota.
Non sappiamo quale tipo di contributo abbia dato agli investigatori Chiusolo per arrivare al bandolo della matassa né ci interessa più di tanto.Non vogliamo nemmeno giudicarlo per la sua resa.Noi ci saremmo comportati in maniera opposta ed avremmo sfidato i criminali che sicuramente sono usciti da questa vicenda più  tracotanti che mai,ma questo é affar suo e noi non vogliamo attribuirci il diritto di appioppare patenti a chicchessia.
Quello che,invece,ci teniamo ancora per l’ennesima volta a far sapere é la nostra indignazione per il comportamento di uno Stato che in provincia di Latina,come a Roma fino alla venuta di Pignatone e Prestipino,sembra esistere solo sulla carta.VERGOGNATEVI !!!!!!
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