Assalto con il cemento a Montetortona, Erta a Gaeta I Vigili urbani sequestrano un’opera abusiva. Chi sono gli autori? Occhi aperti su quell’area!!!

Se dovessimo un giorno o l’altro acquisire una testimonianza scritta relativa alle accuse nei nostri confronti di chi, per giustificare la propria inerzia, tentasse di delegittimarci dandoci del “ pazzo” o del “grafomane”, lo trascineremmo in tribunale con la richiesta di 300.000 euro di danni e costringendolo a pagarci per tutta una vita.

Lo abbiamo scritto più volte e non esitiamo a sottolinearlo ancora una volta:

NOI SIAMO SCOMODI.

E chi è scomodo in questa Italia di incapaci viene definito, se denuncia le verità, un “pazzo”.

E’ la prova, questa, di un’inefficienza che dimostra quanto si sia deboli di fronte ad un’avanzata delle mafie che sta soffocando il Paese.

Dicevamo che noi denunciamo i fatti, non le chiacchiere.

Tantissimi anni fa reparti speciali venuti da Roma arrestarono in un approdo turistico di Gaeta il boss Moccia.

L’operazione fu condotta senza che le forze locali sapessero alcunché.

Esse, infatti, ne vennero a conoscenza quando l’operazione era già in corso.

Non è che le cose da allora siano cambiate di molto perché ogni volta che a Gaeta, come in provincia di Latina, si registrano operazioni di polizia contro camorristi e mafiosi, gli autori vengono per lo più sempre da Roma e, in particolare, da Napoli.

Questo è un dato di fatto incontestabile.

Uno Stato efficiente, dopo quella scoperta che denota che il sud pontino è luogo di lavoro e di “ristoro” per tutta la feccia mafiosa e dopo, peraltro, che la Squadra Mobile di Palermo (sempre da fuori!!!) scoprì la presenza di Cosa Nostra in antichi lavori del porto di Gaeta, avrebbe dovuto blindare la città e l’intero territorio, con un controllo di ferro di questo che i fatti dimostrano che non c’è affatto.

Invece… i risultati sono sotto gli occhi di tutti e chi dice queste cose… è un “pazzo”.

Sta bene così.

Noi vogliamo essere “pazzi”, ma stiano attenti perché prima o poi chiameremo in giudizio gli eventuali denigratori.

Con chi, come noi, fa il proprio dovere di cittadino onesto che ha il coraggio di denunciare malefatte, ma anche omissioni e carenze dello Stato, non si scherza.

Noi stiamo parlando di mafie e non di bruscolini ed ognuno deve essere chiamato a rendere conto di quello che effettivamente fa o non fa contro le mafie ed il malaffare.

Tant’é.

Intanto stupisce il fatto che la Guardia di Finanza, che in tutta Italia sta lodevolmente conducendo a tappeto una lotta serrata contro gli evasori, fra i quali i possessori di yacht, non dia un’occhiata nelle acque di Gaeta dove fu arrestato Moccia.

Non dimentichiamo mai che Gaeta, città nel Basso Lazio, a pochi chilometri da Formia, Fondi, Sperlonga, Itri –il quadrilatero di fuoco delle mafie – ed al confine quasi con la Campania, vanta il triste primato di essere il centro che ha avuto il più alto indice in provincia di Latina di beni confiscati alla camorra e che sul suo territorio, peraltro, si è consumato uno dei primi omicidi ad opera di organizzazioni mafiose.

I beni confiscati finora sono stati ben 21 e tutti nei confronti di organizzazioni del napoletano.

Questo prima che a queste subentrassero organizzazioni del casertano, i casalesi tanto per intenderci.

Un territorio, quindi, fortemente infiltrato.

I settori sui quali le organizzazioni camorristiche hanno fortemente investito sono quelli del commercio ed immobiliare.

Ma non solo.

Abbiamo più volte sottolineato la necessità e l’urgenza di avviare un’approfondita azione di monitoraggio nel campo delle compravendite, dei passaggi di proprietà, delle concessioni edilizie, sui condoni, come pure abbiamo richiesto di tenere d’occhio tutti i movimenti che si starebbero verificando nell’area “Montetortona –Erta”, l’unica rimasta oggi non ancora attaccata dal cemento.

Ciò soprattutto perché, da voci raccolte in città, soggetti “napoletani” avrebbero incaricato un’agenzia immobiliare locale di acquistare tutto quello che non è stato ancora acquistato.

Tutto.

In vista, ove ciò fosse vero, di probabili cambiamenti urbanistici che renderebbero quelle aree edificabili e, quindi, appetibili.

Senza scartare ovviamente quello che potrebbe verificarsi anche nei 4 porti da realizzare –uno commerciale e tre turistici privati- nei cui lavori di realizzazione la camorra tenterebbe sicuramente di inserirsi.

Non ci risulta che gli organi investigativi del territorio abbiano svolto quell’azione di monitoraggio.

Oggi abbiamo avuto notizia di un intervento dei Vigili Urbani nella zona di Montetortona e di un sequestro di un’opera abusiva.

Non abbiamo, al momento, altri elementi per capire di cosa si tratti e di chi siano gli autori di quell’abuso.

Aspettiamo di conoscerli.

Non possiamo quindi accusare chicchessia.

Ma, tenendo conto delle regole dei clan secondo i quali sui territori da loro controllati “non c’è foglia che si muova che la mafia non voglia”, è bene tenere gli occhi ben aperti e “capire”.

Cogliamo l’occasione, per rinnovare l’invito a Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di Finanza di Gaeta e di Latina, di avviare quell’azione di monitoraggio necessaria per individuare “chi” sono gli autori di tanti investimenti di capitali nella città del Golfo.

Terminiamo questa nota, per manifestare tutta la nostra meraviglia provata alla lettura della pagina di “Latina Oggi”, che pubblichiamo a parte, in cui si parla del sequestro, sempre a Gaeta, del manufatto abusivo fatto dai Vigili Urbani appunto nell’area di Montetortona.

Meraviglia determinata, leggendo un altro articolo a pié di pagina in cui si parla dell’operazione della Polizia nei locali ed esercizi pubblici sempre di Gaeta, dall’inversione dei ruoli.

I Vigili Urbani che fanno quello che noi ci saremmo aspettati da Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza, i quali, a loro volta, fanno quello che dovrebbero fare i Vigili Urbani?

Incredibile!

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