Assalto agli scantinati della droga, trincee nella faida di rione Traiano

Il Mattino, Domenica 5 Giugno 2016

Assalto agli scantinati della droga, trincee nella faida di rione Traiano

di Daniela De Crescenzo

Da quando la guerra si è scatenata nell’area di Soccavo e del rione Traiano, i clan si combattono strada per strada: gli appartamenti e gli scantinati trasformati in punti di spaccio e covi per i malavitosi sono una delle trincee dalle quali si fronteggiano i criminali. Via Tertulliano, via Romolo e Remo, via Marco Aurelio, viale Traiano, i clan sparano e la gente si scansa. L’allarme, non certo il primo, arriva dal comitato civico per la legalità del rione Traiano guidato da Gianni Lambiase, da sempre impegnato contro l’assalto della malavita alle case degli enti pubblici.

«Il Questore ha più volte chiesto alla cittadinanza di collaborare: noi lo abbiamo fatto, ma non è successo niente – spiega Lambiase – Cosa possono fare i cittadini che vivono sulla frontiera? Denunciare le situazioni di difficoltà e di disagio affrontate quotidianamente. Più volte abbiamo segnalato scantinati occupati da famiglie criminali che usano quegli spazi per condurre attività illecite che sono anche l’impresa di famiglia. Ma questo è solo uno dei segni di un’ illegalità diffusa: nelle strade dalle nostre parti i bambini imparano prima a guidare la moto e poi a leggere e scrivere. Ma anche in questi casi non si muove nessuno, eppure per battere la camorra non basta decapitare i clan, bisogna anche intervenire in un contesto che perpetua situazioni di quotidiana illegalità. Da queste parti ci sono intere famiglie che lavorano nel campo della delinquenza».

E la gente normale, quella che non vende droga, non spara e usa perfino il casco, stenta a campare in un rione dove le case diventano bunker.Venerdì sera in via Romolo e Remo l’ennesimo raid, dopo due morti ammazzati e una serie di feriti nelle ultime settimane. La vittima, Raffaele Pezzuti, dicono nel «Rione» , sta provando a costruire un fortino in via Romolo e Remo: in una casa del Comune abita lui, in un’ altra abita il figlio e negli scantinati sta creando un fortino con porte blindate finestre di ferro. «Nelle nostre stade – dice Lambiase – un esercito c’è sempre: quello della camorra». E Marta, una delle donne del comitato racconta le strade dell’inferno: «Le fortificazioni si costruiscono alla luce del giorno. Se bisogna difendere una piazza di spaccio si schierano i pitbull sul marciapiede e con le pietre si compiscono i bus così la gente non si ferma ad aspettare i mezzi pubblici e la vendita resta lontana dagli occhi indiscreti».

Nel 2013 la donna aveva raccontato al Mattino: «Io non sono riuscita a difendere la mia cantinola. Sono una donna sola con due figli. Mi hanno minacciato, ho avuto paura e ho ceduto. Se ne è impossessata la donna di un malavitoso che lo ha dato in fitto prima a un trans, poi a una prostituta. Ultimamente i vigili urbani lo hanno sequestrato lei ha rotto i sigilli e lo ha nuovamente ceduto a pagamento. Poi si è vantata davanti a tutto il quartiere: Con le bustarelle si ottiene tutto. Non so se sia vero che ha corrotto qualcuno, certo continua a gestire una sorta di immobiliare degli abusivi». La denuncia servì e lo scantinato di via Menenio Agrippa fu liberato: ma poi è stato nuovamente assaltato e adesso ci abita un pregiudicato che lo usa come droga shop e deposito per i motorini rubati. All’inizio dell’anno con l’approvazione delle norme che vietano ai Comuni di concedere la residenza a chi non ha un regolare contratto di fitto e obbligal e imprese che erogano luce, acqua e gas a non concedere servizi agli abusivi, Lambiase aveva cominciato a sperare che le cose potessero girare per verso giusto. Macché.

Gli abusivi se ne fregano dei contratti e gli allacci se li fanno abusivamente. Magari proprio ai danni dei cittadini «regolari» che al danno uniscono la beffa. Una delle zone prese d’assalto è quella intorno alla parrocchia della Madonna Riconciliatrice Delle Salette dove si stanno insediando diversi abusivi: «Si sistemano dovunque ci sia una casa libera », spiega Marta. Quando va bene. Quando va male a un povero cristo può anche succedere di essere cacciato di casa. Storie di oggi, storie di ieri: il comitato per la legalità è nato nel 2007 e nel 2011 ha preparato un dossier che ha presentato a tutte le autorità competenti, partecipando anche a una serie di riunioni in prefettura. Qualche casa negli anni è stata sgombrata solo per essere nuovamente occupata poco dopo, le fortificazioni si continuano a costruire alla luce del giorno. Per difendersi c’è chi ha deciso di murare la cantinola in maniera da evitarne l’occupazione, ma non tutti si sono mossi in tempo. E adesso, con la nuova guerra in corso, è troppo tardi per correre ai ripari. E allora. E allora non resta che contare sulla buona sorte e sperare di non rimanere vittima dell’ennesima guerra dichiarata dai clan.

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