Arrestato per corruzione l’ex pm che incontrò Lotti

Il Fatto Quotidiano, martedì 15 gennaio 2019

Arrestato per corruzione l’ex pm che incontrò Lotti

In cella Savasta e il collega Nardi, trasferiti da Trani a Roma. “Viaggi e regali per aggiustare processi”. Indagato Dagostino, ex socio di Renzi sr.

di MASSIMO PILLERA

Un quadro caratterizzato da gravissime pressioni, omissioni, alterazioni di dati processuali, falsificazione di prove e di documenti, persino di interi fascicoli processuali nel contesto di uno stabile asservimento delle pubbliche funzioni ad interessi privati”. Sono le parole con le quali in gip Giovanni Gallo, in un’ordinanza di 900 pagine, descrive una realtà associativa di cui facevano parte due magistrati. Sono Michele Nardi e di Antonio Savasta, entrambi arrestati ieri per associazione a delinquere finalizzata alla corruzione. Un’accusa terribile, per un magistrato figlio di quel giudice Nardi Capo degli ispettori inviato da Roma per controllare i magistrati del pool di mani pulite agli inizi degli anni 90. Nardi, secondo l’accusa, per aggiustare processi avrebbe ricevuto viaggi a Dubai, preziosi, opere di ristrutturazione per case a Roma e villini a Trani. Il suo atteggiamento, scrive il gip nell’ordinanza, in più occasioni ha rasentato la mafiosità, avendo “minacciato di morte l’im – prenditore Flavio D’Introno di Corato che si rifiutava di consegnargli le somme pretese, millantando rapporti con massoneria e servizi segreti deviati”.

UN QUADRO FOSCO, che coinvolge anche un ispettore di polizia di Corato (Bari), Vincenzo Di Chiaro collocato da Savasta al “servi – zio” dell’imprenditore D’Introno e che fungeva da spola tra gli interessi corruttivi del pm e l’ufficio dello stesso che assicurava all’im – prenditore di edulcorare le sue posizioni giudiziarie in procedimenti di usura e nel caso “Fene – rator”. Sono stati invece interdetti dalla professione due avvocati pugliesi (Simona Cuomo e Vincenzo Sfrecola), ritenuti intermediari, e l’imprenditore fiorentino Luigi Dagostino, che in passato ha avuto rapporti d’affari con Tiziano Renzi, papà dell’ex premier. Nardi, negli anni 90, prima che divenisse magistrato frequentava il liceo cittadino ed era spesso coinvolto in dibattiti in città, sempre a carattere ambientalista. Savasta invece era già incappato nelle maglie di diverse procedure del Csm fino al trasferimento a Roma da Trani. Proprio per questo, “consapevole della pendenza a suo carico di procedimenti disciplinari aveva urgente necessità allontanarsi al più presto da Trani e ottenere un incarico a Roma”. E strumentale era stato un incontro, fissato per il 17 giugno 2015, con l’ex sottosegretario Luca Lotti, organizzato dall’imp re ndi to re Dagostino, il quale dal magistrato otteneva tutele per quei fascicoli che potevano rappresentare delle grane. “Nonostante le sollecitazioni della Finanza – è scritto nell’ordinanza –Savasta non procede nei confronti di Dagostino, omettendo sia di iscriverlo che di trasmettere gli atti alla Procura di Firenze”.

INTERROGATO dai pm il 13 aprile 2018, Dagostino spiega così l’incontro: “Sicco – me tramite Tiziano Renzi l’unico politico che avevo visto 3 o 4 volte era Lotti (…) decisi che lo potevo portare da lui. Effettivamente fissai con Lotti tramite Tiziano Renzi (estraneo alle indagini, ndr) un appuntamento dicendogli che volevo portare un magistrato che aveva interesse a mostrare una proposta di legge”. Così Dagostino con Savasta va a Palazzo Chigi: “Li presentai e me ne andai e non assistetti al colloquio che durò 30/40 minuti”. L’ex ministro, da parte sua, ai magistrati dice di non ricordare di cosa si parlò durante quell’incon – tro: “Dagostino aveva preso appuntamento con me e mi disse che avrebbe portato il commercialista Franzè. Non ricordavo che volesse portare anche altre persone. (…) –spiega Lotti ai pm sentito come persona informata sui fatti – Non ricordo se Savasta mi chiese qualcosa per sé perché non ricordo bene come si svolse tale incontro”. Sull’incontro è stato sentito, il 13 aprile 2018, anche l’avvocato Sfregola che fornisce un’ulteriore versione: “Savasta espose a Lotti del problemi delle norme ambientali che aveva rilevato in una sua indagine sull’Alta Murgia, Lotti si complimentò per l’espo – sizione tecnica e disse che si sarebbe segnato le lacune segnalate”. Quando i pm gli fanno notare che si tratta di una circostanza poco credibile, Sfregola raddrizza il tiro: “Alla mia presenta non fu chiesto nulla di esplicito a Lotti. Ma in realtà Savasta esponendo le problematiche della normativa ambientale si era messo a disposizione di Lotti, laddove avesse avuto bisogno di comporre una qualche commissione di studio a Roma”.

MA GLI INCONTRI romani non sono finiti. Il 6 dicembre 2016 Savasta partecipa ad una cena a casa del giornalista Luciano Tancredi, che in passato “ha rivestito il ruolo di ‘consulente responsabile della comunicazione del Sottosegretario Giovanni Legnini”. Il 25 settembre 2018, lo stesso Savasta racconta: “C’era anche Legnini, il quale mi trattò molto freddamente. Io pensava che li avrei avuto anche opportunità di incontrare di nuovo Lotti”.

 

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