.Aprilia,una situazione inquietante per la quale non si intravvedono,al momento,sbocchi positivi

Lo diciamo senza reticenze e timore di sbagliare: se in provincia di Latina non si provvede al più presto a cambiare mentalità e a rivedere tutto l’apparato repressivo  istituzionale la criminalità non verrà mai sconfitta ed essa diventerà sempre di più l’Eldorado di tutte le mafie ed i delinquenti di ogni risma.Una sorta di “zona franca” dove ognuno potrà fare quello che vuole ,certo dell’impunità più assoluta.
Lo disse un ex Presidente del TAR di Latina,dileggiato,perciò,da tutti coloro di fronte ai quali pronunciò queste parole di fuoco :”La legalità su questo territorio é un optional”.
D’altro canto,con  un tessuto istituzionale flaccido ed in gran parte corrotto,se ne  accompagna un altro,quello civile,omertoso,che ha paura di esporsi e che all’azione preferisce la verbosità,la retorica.
Si raccoglie quello che si semina e se ai fatti si preferiscono le chiacchiere,i risultati sono quelli che vediamo ogni giorno: il radicamento mafioso,le violenze,le aggressioni,le rapine,gli omicidi.
Ci sono stati due fatti ad Aprilia che avrebbero dovuto scuotere le coscienze ed indurre la gente a gridare ,forte e chiara,la necessità di una “lettura” meno superficiale e parcellizzata:uno avvenuto anni fa con l’assassinio dell’avv.Maio ed il secondo,più recentemente,con le minacce e gli attentati ad un assessore comunale ,Chiusolo,costretto alle dimissioni ed al ritiro a vita privata.
Due segnali inquietanti che avrebbero dovuto  determinare una sommossa morale e che,invece,sono passati subito nel dimenticatoio.
La collocazione geografica di Aprilia vede il territorio ai confini di due province,quelle di Latina e di Roma,a fortissimo insediamento mafioso e,peraltro,crocevia di tutte le bande delinquenziali,oltre che locali,provenienti dai Castelli romani e dal litorale romano.
Ci sono,poi,romeni,russi,albanesi e quanti altri,il fior fiore della criminalità italiana e straniera.
Una classe politica locale e provinciale accorta avrebbe dovuto,di fronte ad una situazione del genere,mettersi a tavolino,leggere i fatti inquadrati in un contesto generale,un unicum, e chiedere ai livelli centrali i provvedimenti adeguati,con una lettura ed un’esposizione  intelligente  ed unitaria della situazione.
Ma,purtroppo,in provincia di Latina parlare di questo é come se si parlasse un’altra lingua!
Si chiede ora l’istituzione di un Commissariato di Polizia e,arrivati a questo punto,anche noi ci vediamo costretti a chiederlo.
Ma il problema non é quello di militarizzare il territorio,ma,al contrario,quello di dotarlo di un apparato più qualificato,capace di fare un lavoro di intelligence,con personale capace di inserirsi nel contesto sociale dando vita ad una rete di informatori,di cittadini motivati e sensibili ai problemi della legalità,ma non solo a parole come ,purtroppo,si é sempre fatto,limitandosi ad aderire ad Articolo 21 ,a fare qualche corso della legalità ed altre amenità del genere,ma sempre ignorando i problemi reali dell’insicurezza e della presenza criminale.Deve venire la Guardia di Finanza da fuori regione per scovare forti investimenti mafiosi sul territorio! Un altro segnale inquietante,questo,che avrebbe dovuto indurre a farsi qualche domanda sull’efficienza dell’apparato investigativo locale !!!!!!!!
Tutto,invece,sottogamba e pronto ad essere relegato in soffitta,al macero,come sempre !
Noi più volte abbiamo tentato di mettere  le mani sopra a questa situazione,ma non abbiamo mai trovato una-due persone disponibili ad accollarsi il peso di rappresentare la nostra Associazione ed a costituire un vero “osservatorio”,una sentinella in grado di vedere tutto,di annotare tutto e di segnalarci situazioni e fatti.Evidentemente il modus operandi dell’Associazione Caponnetto é ritenuto troppo aggressivo,troppo approfondito,troppo rigoroso e tutto ciò non piace perché dà fastidio a chi lo status quo giova.E,di conseguenza,noi non siamo in grado di fare miracoli.L’assenza di riflettori accesi 24 ore su 24 ha determinato tutto ciò perché chi semina vento raccoglie sempre tempesta.
Ci vediamo costretti a ripetere sempre le stesse cose: su un territorio oppresso dalle mafie e dalla criminalità,qual’é appunto quello di Aprilia e di tutto il circondario,se non si attivano la DDA,la DIA  e gli altri corpi centrali specializzati,non si va da nessuna parte.Ma ai magistrati bisogna saper illustrare il “quadro” e portare le carte,non le chiacchiere ,perché anche essi non possono fare i miracoli.E se nessuno é in grado – o non vuole – portare le carte,i documenti,Aprilia,come d’altronde ogni altra città o paese,precipiterà sempre più nel baratro.
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